Riguardo a Pub Klemo ho parlato recentemente (e anche molto recentemente), ma, per completezza, riporto la sintesi della recensione di questa enoteca viennese:
Pub Klemo è un’enoteca molto buona con un’offerta di qualità e una vasta selezione di vini, che comprende anche due degustazioni a tema su base settimanale. La rotazione dei vini è frequente e il servizio è professionale: la temperatura del vino è sempre corretta e l’opzione del mezzo calice è molto apprezzata. L’atmosfera è intima grazie agli arredi rustici e all’illuminazione soffusa.
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Il principale difetto di Pub Klemo è il suo seguire le mode, soprattutto quella dei vini naturali (difficilmente vi troveremo il Chardonnay Gemola di Vignalta). Nonostante ciò (o forse proprio in virtù di ciò), ho deciso di lanciarmi nella bocca del leone e ho voluto assaggiare i rossi in degustazione quando era il turno di una zona molto hip: l’Etna. Hip e anche un po’ difficile da capire per me.
L’Etna per me è complicato. Ne riconosco il valore, sia per i bianchi che per i rossi, ma mi sono sempre sembrati un passo indietro rispetto alle zone a cui vengono spesso paragonati (come il Piemonte per i rossi) o rispetto a quelle che amo. Anche se devo ammettere di aver assaggiato un eccellente Etna Bianco alla Selezione Italia XVIII, ho sviluppato nel tempo l’impressione che l’Etna e i vini siciliani in generale siano un po’ gonfiati.
Però devo anche ammettere che la mia conoscenza di questi vini si fonda su degustazioni non strutturate e occasionali. Prima di derubricare una realtà vinicola così importante a “moda” bisogna assaggiare tanto di più e con tanta attenzione.
Degustazioni Etna Rosso a Pub Klemo
Nerosanlorè 2008 – Gulfi
Naso interessante, con sentori bruciati seguiti da succosi frutti di bosco, prugne e una terrosità sapida. Il corpo appare fragile e fatica a esprimersi, forse per il carattere del Nebbiolo del sud (come confermato anche a Doctor Wine a Vienna 2024) o per l’eccessivo invecchiamento. Non conquista, ma lascia un finale pepato memorabile. Tannini granulosi sulle gengive e un’acidità vibrante. Sul lungo, emerge una piacevole succosità.
Etna San Lorenzo Rosso 2020 – Tenuta delle Terre Nere
Più vivace rispetto al precedente. Al naso spiccano ciliegie, spezie e note floreali, con una freschezza marcata. Il corpo è delicato, con tannini granulosi ma più coinvolgenti (complice la gioventù). Al palato tornano i sentori floreali, con una presenza fragrante ma vellutata. Ottima acidità e un finale che evolve verso i chiodi di garofano.
Dagala di Bocca d’Orzo Etna Rosso 2021 – Tenuta delle Terre Nere
Questo è stato sicuramente il miglior vino della serata insieme al Magma di Cornelissen: mi è parso davvero molto buono, seppur non eccezionale. Un vino di grande eleganza. Note di ribes rosso, aria di montagna, legno vecchio e tè nero. Tannini decisi e granulosi attorno alla bocca. Il corpo è ben strutturato, arricchito da delicate note floreali e di frutti blu che lo rendono scorrevole. Il finale, quasi di cassis, chiude con precisione e profondità. Un vino concentrato, con una fruttuosità scolpita.
MunJebel Rosso 2017 – Frank Cornelissen
Un vino decisamente “artigianale”. Sentori di pelle, selvatico e soffitta dominano al naso. In bocca ritornano le note selvatiche, con tannini grossolani e potenti. Il finale evolve verso datteri e uvetta sultanina, con un succo intenso che richiede attenzione. Lungo e persistente, si chiude su note di peperoncino. Discreta acidità. Un vino per chi apprezza la mano del produttore, che è molto noto nell’ambito dei biodinamici.
Magma 2020 – Frank Cornelissen
Un Barolo siciliano, senza compromessi. Mirtilli, note marine, geranio e un tocco di acetone al naso. Tannini potenti che avvolgono le labbra. In bocca, esplode con mirtillo e un corpo pieno ma sorprendentemente leggero. Il finale è intenso, quasi soffocante, con tannini che promettono lunga vita. Al momento molto giovane e con un’acidità timida. Anche qui, la mano del produttore si sente, ma il prezzo, attorno ai 300€ a bottiglia, mi sembra senza senso e fuori scala.
In conclusione, i vini rossi dell’Etna assaggiati mi sono parsi molto validi, alcuni quasi eccezionali, ma purtroppo non ho ancora trovato il mio rosso del cuore.
Leggi anche la mia recensione dei vini di Donnafugata.
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