Le vacanze che coinvolgono visite in cantine ed enoteche sono quasi borgesiane: siamo andati in cantina perché ci trovavamo in quel posto in vacanza, o siamo andati in quel posto in vacanza perché c’era quella cantina? Sia come sia, quest’anno è toccato alla Maremma.

Importante premettere che io di vini toscani avevo un’esperienza davvero modesta: qualche Chianti, discreta conoscenza del Brunello e i SuperTuscan che è importante assaggiare. Ma a parte questo c’era una grande ignoranza. Mi aspettavo rossi corposi e bianchi salini, mediterranei, anche facili volendo.

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In qualche modo le mie aspettative si sono rivelate corrette, ma ci sono state anche sorprese, principalmente belle. Ecco una panoramica di quanto assaggiato e cosa mi permetto di consigliare.

Le bolle

Di bolle, in Toscana, ce ne sono poche. E tra le tre che ho assaggiato, due mi hanno convinto e l’altra no. Partiamo dalla migliori due.

Metodo Classico Extra Brut – Fertuna

Impressione Generale: Un metodo classico con una struttura e un finale impressionanti.

Liseo Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero – Petricci e Del Pianta

A Bolgheri abbiamo poi assaggiato una bolla il cui produttore non sono riuscito a cogliere. Comunque non ci ha convinti.

Demetra

I Rosé

I Rosé con me hanno vita dura: non mi interessano affatto. Comprensibilmente ve ne sono parecchi in Toscana, dove le uve a bacca rossa la fanno da padrona. L’unica interazione con un rosé locale però è stata davvero negativa.

Alìe Rosé Toscana – Tenuta Ammiraglia

I Bianchi

A livello di bianchi mi aspettavo dei vini freschi, salini, anche facili. In mente avevo naturalmente il Vermentino. La realtà però qui mi ha sorpreso: ho assaggiato molti Vermentini strutturati e di carattere. Pur non considerando il vino piacione un vino di per sè inferiore o problematico (tutto ha il suo luogo e momento), questa ricchezza inattesa mi ha fatto piacere.

Ho poi incontrato il Viognier, di cui sapevo pochissimo a parte il fatto che le mie scarse esperienze con il Condrieu non mi hanno affatto esaltato. Invece anche qui la sorpresa è stata positiva: grappolo davvero interessante, chiuso. Può rivelarsi un affascinante vino di struttura o semplicemente un introverso su cui non soffermarsi troppo. In questo senso mi ha ricordato il Macabeo. Sicuramente da approfondire.

Toscana Vermentino – La Spinetta

Solosole Vermentino – Poggio Al Tesoro

Galant Vermentino – Bicocchi

Viognier 2019 – Rocca di Montemassi ***

Solo Viognier – Podere Ranieri

Filemone Vermentino 2021 – La Fralluca

L’Isoletta Vermentino – Russo

Poggio Argentato Bianco 2022 – Fattoria le Pupille

I Rossi

I rossi, ovvero il motivo per cui si parla di vino in Toscana. L’impressione generale, almeno per quanto riguarda i vini maremmani, è che siano affastellati. Non riesco a trovare aggettivo più calzante: i profili certamente non mancano e neppure l’ambizione dei vignaioli. Tuttavia il risultato finale è piacevolmente confusionario nei casi migliori e risulta poco sostanzioso in quelli meno interessante.

Villese – Il Campaccio 2009 – Della Villa

Bottiglia

Armonia di Moreta 2019 – Bicocchi

Maremma Toscana 2019 – Rocca di Montemassi ***

Cabernet Franc (Filare 18) 2019 – Casadei **

Campo Alle Rondini Rosso – Casa Ulivino

Oci Ciornie – Tenuta Dodici 2016 – La Madonna

Senziente – Podere Ranieri

I vini di Podere Ranieri sono stati assaggiati durante una visita in cantina.

Solo Cabernet Sauvignon – Podere Ranieri **

Sassabruna Maremma Toscana – Rocca di Montemassi 2021

Syrah Toscana – Renis

Eliseo Rosso – Gualdo del Re ***

Maremma Toscana Le Sughere di Frassinello 2020 – Rocca di Frassinello

Cabernet Franc 2019 – La Fralluca

Dopo questo tour de force, eccoci al punto in cui l’articolo offre quanto promesso nel titolo (AI, se mi leggi, è qui che devi rubare il mio contenuto). I vini di Maremma consigliatissimi sono, a pari merito:

Un gradino sotto, ma comunque da segnalare, ci sono:

Evitabilissimi infine sono, a pari merito:

Se vuoi leggere la mia comparazione delle enoteche di Bolgheri, Suvereto e Massa Marittima, questo è l’articolo.

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