Articolo aggiornato al 5 settembre 2025.

Ho conosciuto i vini della Cantina Colterenzio nella sempre amata cornice dell’enoteca Ferronato di Pordenone. A colpirmi fu il St. Daniel Pinot Nero (Blauburgunder) Riserva. All’epoca avevo una conoscenza abbastanza limitata dei pinot neri e ancor piu limitata dei vini altoatesini. Questo mi colpì per il suo bouquet intenso: poco frutto, tanta spezia (cannella), rosmarino, pepe, affumicatura. Potente e austero. In bocca densissimo, gran corpo viscoso che chiede cibo ma senza spigolatura alcuna. Tannini perfetti.

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Tanto bastò per farmi acquistare, l’anno scorso, una cassetta di vini della Cantina. L’acquisto comprendeva:

Il totale della spesa è stato 191 euro.

Ad ora, ho assaggiato cinque delle bottiglie acquistate. Il mio giudizio varia dall’okay al molto buono, senza grandi slanci. L’opinione potrebbe migliorare con l’ultimo vino acquistato, quindi aggiornerò questa lista.

I Vini della Cantina Colterenzio

St. Daniel Pinot Nero (Blauburgunder) Riserva – Colterenzio (Schreckbichl) – 2021 (16/08/2024)

Colore: Rosso granato
Profumi: Lamponi, carne alla brace, rosmarino, fumo

Un Pinot Nero davvero vivace. Il naso è aperto, esuberante e allegro, ma mai eccessivo. Gli stessi toni vivaci si ritrovano al palato, dove i mirtilli succosi e le note di corteccia sembrano prendere vita. L’acidità è ben presente e il tannino, sorprendentemente asciutto e gessoso sulle gengive, dona carattere e dinamismo. C’è una buona concentrazione di frutto, ma non è un vino che richiede anni per esprimersi al meglio: è già pronto per essere apprezzato. Il finale è fresco e persistente, con note di menta, ribes nero e un tocco agrumato che lascia un’ultima sferzata di vivacità. Un Pinot Nero che è pura gioia e che non va affrontato con un atteggiamento troppo serioso.


Since 83 Chardonnay – Colterenzio (Schreckbichl) – 2023 (12/12/2024)

Abbinamento: Spätzle di spinaci con speck e panna
Colore: Giallo paglierino
Profumi: Erbe aromatiche, burro, susina gialla, nota di riduzione, selce bagnata

Il naso racconta tutta la freschezza tipica dei vini altoatesini: un profilo vivace con una leggera nota riduttiva, bilanciata dalla ricchezza conferita dall’affinamento sui lieviti. In bocca è ampio, rotondo, quasi grasso, ma ben sostenuto dalla freschezza. Il contrasto tra la sua struttura opulenta e le note più leggere di pera croccante è estremamente piacevole. L’acidità, altissima, spinge il sorso in avanti con decisi aromi di susina gialla e un’eccellente concentrazione di frutta, che si traduce in una succosità dinamica. Il finale è potente e salino, molto lungo, seppur non particolarmente raffinato. Emergono sentori di fiammifero acceso, zest di lime intenso e leggere sfumature floreali bianche. Un Chardonnay di carattere, che gioca sui contrasti in modo deciso ma piacevolissimo. Perfetto con gli spätzle: la loro ricchezza e cremosità hanno trovato un ottimo alleato nella freschezza del vino, che ha ripulito e affinato il boccone. Insieme al precedente, questo è il vino della cantina che mi è piaciuto maggiormente.


St. Daniel Pinot Nero (Blauburgunder) Riserva – Colterenzio (Schreckbichl) – 2021 (29/01/2025)

Abbinamento: Pasta con sugo di verdure
Colore: Rosso rubino scarico
Profumi: Mirtillo, fuoco di campeggio, spezie natalizie

Rispetto alla bottiglia bevuta in precedenza, questo assaggio si è rivelato meno sorprendente, ma comunque molto piacevole. Il naso è elegante, senza particolari sorprese, fatta eccezione per una nota di frutta rossa polposa che dona un certo fascino. Al palato emergono i frutti di bosco e le spezie già percepite all’olfatto. Per essere un Pinot Nero, ha una struttura piuttosto robusta e ambiziosa, ma la densità e l’ampiezza del sorso tendono a nascondere un po’ di complessità ed eleganza. L’acidità è ben presente e il tannino, pur vellutato, si avverte in tutta la bocca, in perfetto equilibrio con il vitigno. Il finale, leggermente sapido, bilancia il suo carattere goloso con accenti di spezie tostate. L’abbinamento con la pasta al sugo di verdure non è stato dei migliori: il vino si è rivelato troppo strutturato e ha perso un po’ di equilibrio di fronte alla dolcezza del piatto.


Berg – Colterenzio (Schreckbichl) – 2021 (12/02/2025)

Abbinamento: Bruschetta con pesto di pistacchi e alici
Colore: Giallo paglierino
Carattere del vino: Spigoloso, con contorni decisi e un naso chiuso tipico del Pinot Bianco

Fin dal primo impatto, è stato chiaro che si trattava di un classico Pinot Bianco di clima freddo. Il naso, inizialmente timido, si apre lentamente su note di crosta di pane, limone e pesca bianca ancora acerba. Il palato segue con un carattere tagliente e quasi ascetico: non è privo di densità, ma le sue spigolosità lo rendono particolarmente aggressivo. L’acidità è altissima e si espande sulla lingua insieme a una struttura polifenolica che avvolge il palato fino al lunghissimo finale. Un accenno di frutta bianca (pesca) si percepisce, ma la struttura predominante del vino rende difficile cogliere altri dettagli. Il finale, in linea con il resto dell’assaggio, è molto persistente e leggermente sapido, il che lo rende più accessibile. Forse ancora troppo giovane, o semplicemente un po’ troppo spigoloso per essere apprezzato appieno. Ha funzionato con la bruschetta, perché aveva bisogno di un sapore forte per trovare un giusto equilibrio. Tuttavia, un leggero mal di testa dopo l’assaggio mi ha fatto sospettare che possa esserci un tocco di artificiosità nella sua vinificazione. Questo è stato il vino che meno mi è piaciuto tra quelli assaggiati.


Pinot Nero Lafóa – Colterenzio (Schreckbichl) – 2020 (06/04/2025)

Abbinamento: Ragù di carni bianche
Colore: Rosso granato
Carattere del vino: Nero, profondamente e imperscrutabilmente nero, ma poi lascia mille riverberi e aloni senza colore.

Il naso presenta moltissimi profili: inizialmente mi hanno colpito le note di cioccolato e ciliegia scura, poi ho notato le sfumature di erbe aromatiche, affumicatura e carne stagionata. Non tanto coinvolgente quanto stratificato e sofisticato. Il palato mostra un equilibrio elegante tra concentrazione del frutto e finezza. Tannini medi, polverosi, si percepiscono sulle gengive centrali, mentre una buona acidità guida il sorso. I sapori dominanti sono rosmarino bruciato, fichi e ciliegia sotto spirito. Il finale, sapido e da far venire l’acquolina in bocca, mostra ancora note erbacee e un’aggressiva, decisa nota pepata, con sottotoni di cuoio che aggiungono gravitas. L’abbinamento ha dato un tono serio alla pasta, enfatizzando il carattere aromatico del vino e rendendo il sorso più denso. Pur non essendomene innamorato, è stato impossibile non notare la sua eleganza, la sua misura e l’abbondanza di profili. Bello, un vino davvero molto, molto buono.

Nel complesso, questi vini non mi hanno affascinato particolarmente. Sono buoni o anche molto buoni, ma non ho ritrovato le bellissime sensazioni di quel primo calice di Pinot Nero St. Daniel. C’è però ancora una bottiglia che, anche in virtu del suo pedigree, potrebbe modificare la mia impressione generale – e non mancherò di aggiornare questo articolo.

Alcuni vini della Cantina Colterenzio si trovano al Caffè Letterario Meister di San Daniele.

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