Il Viñedos Centenarios Edición Limitada Longverdejo è un vino in edizione limitata. Prodotto da vigne ultracentenarie – un vero tesoro vitivinicolo – il Longverdejo è frutto di uve raccolte a mano, lavorate con cura artigianale per preservare ogni sfumatura del terroir. Il risultato? Un bianco profondo, complesso, e vibrante, che racconta il Verdejo e può far appassionare anche chi, come me, non conosceva il vitigno prima di questa bottiglia.
Che cantina è Cuatro Rayas?
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Quando si parla di vini bianchi spagnoli e, in particolare, di Verdejo, è impossibile non citare Cuatro Rayas, una cooperativa vinicola che è diventata un punto di riferimento per la denominazione Rueda. Fondata nel 1935, questa azienda vanta una lunga tradizione e un gran pedigree.
Oggi, la cantina riunisce oltre 300 viticoltori, che lavorano insieme per valorizzare il territorio, le sue uve autoctone e il prezioso patrimonio di vigneti, molti dei quali centenari. La vera forza di Cuatro Rayas sta nella sua capacità di esaltare il Verdejo, il vitigno simbolo della Rueda, ma non si limita solo a questo. La cantina si distingue anche per la lavorazione di varietà come il Sauvignon Blanc e altre combinazioni che dimostrano una sorprendente versatilità. Dai vini freschi e aromatici a interpretazioni più complesse e strutturate, come quelli prodotti da vigneti storici, Cuatro Rayas ha quell’ampiezza di offerta tipica delle migliori cooperative.
La Rueda è una denominazione di origine (DO), situata nella regione di Castilla y León, è il punto di riferimento per chi cerca vini bianchi freschi, aromatici e ricchi di personalità. Ed è qui, tra terreni calcarei e sabbiosi, che il Verdejo, il vitigno autoctono simbolo della Rueda, dà il meglio di sé. Il clima continentale, con inverni freddi e lunghe estati calde, e l’elevata escursione termica tra giorno e notte creano le condizioni perfette per ottenere uve dalla grande complessità aromatica e da un’ottima acidità. I terreni drenanti, spesso ricchi di ghiaia, aggiungono profondità.
A livello di varietà, oltre al celebrato Verdejo, si producono anche Sauvignon Blanc, blend con Viura e persino spumanti. Tuttavia, il Verdejo rimane il re indiscusso, grazie alla sua capacità di dar vita a vini che spaziano da interpretazioni giovani, fresche e vibranti, a versioni più complesse e strutturate, spesso affinate in legno.
Ho acquistato questa bottiglia di Viñedos Centenarios Edición Limitada Longverdejo di Cuatro Rayas quasi per caso, all’interno di un ordine fatto tramite Decantalo, senza troppe aspettative. Non essendo un esperto di bianchi spagnoli, avevo poco altro oltre alla curiosità. Il prezzo poi era piuttosto basso: solo 14.90 euro.
Viñedos Centenarios Edición Limitada Longverdejo 2021 di Cuatro Rayas
Viñedos Centenarios Edición Limitada Longverdejo 2021 di Cuatro Rayas, degustato il 25/09/2024 con un piatto di riso con pollo e verdure. Nel calice si presenta di un bel giallo dorato, mentre al naso rivela note di arancia, burro fuso e fiori bianchi.
Un bianco interessante, che non segue la tendenza delle acidità taglienti. Dopo un naso attraente e, per me, insolito, il vino si esprime con un corpo setoso e una profondità che ricorda certi Viognier francesi. La struttura e il palato burroso sono modellati dal passaggio in legno, mentre l’acidità, di medio livello, emerge in vibrazioni quasi tattili verso la fine del sorso. Il finale sorprende con una nota amara di mandarino, che pulisce il palato.
La bottiglia riporta solo 12,5° di alcol, ma o sono mal integrati o sembrano essere di più. Ho apprezzato moltissimo la cremosità e la ricchezza di questo vino, così sicuro di sé e solido. C’è anche una buona concentrazione di frutto. Il Verdejo potrebbe essere un vitigno da tenere d’occhio in futuro.
I Bianchi Di Corpo e Moderata Acidità
All’inizio del mio percorso di enoappassionato, ho avuto una vera passione per quei vini, come i Sauvignon del Collio, dai profumi intensi, quasi esplosivi, e dall’acidità tagliente che ti faceva venire voglia di un altro sorso. In generale, ero attratto dai bianchi aromatici e freschissimi, un po’ come quelli che vanno tanto di moda oggi – penso agli Albariño galiziani, ad esempio, con il loro carattere vibrante e diretto.
Vini come questo o i bei Viognier assaggiati in Maremma non puntano tutto sull’aromaticità esplosiva, ma spesso bilanciano la minore intensità olfattiva con una struttura più piena, la gabbia polifenolica e una trama gustativa più complessa. Sono vini che richiedono un diverso tipo di attenzione, meno immediata, più riflessiva, ed è ciò che cerco in cui mi trovo in questo momento.
Un vino bianco spagnolo ancora più impressionante è il Gran Vino Albariño di Pazo de Barrantes.
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