Ci sono dei vini, così come il Porto Late Bottled di Quinta do Noval, che non rientrano nelle mie corde più suonate, e che quando li assaggio trovo ottimi e mi chiedo se siano vini eccezionali o l’ottima impressione che mi hanno fatto sia dovuta al mio scarso catalogo mentale associato a quella tipologia di vini o zona di provenienza.
Nel caso del Tokaji Aszú 5 Puttonyos di Château Dereszla però, nonostante non sia un esperto di vini dolci, è chiara la certezza che si tratti di un vino di altissimo livello, capace di dare soddisfazione a chi beve, senza mai risultare stucchevole.
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Da dove viene, come è fatto l’Aszú 5 Puttonyos Château Dereszla 2019
L’Aszú 5 Puttonyos 2019 di Château Dereszla affonda le sue radici nel cuore storico della viticoltura dolce ungherese: la splendida zona di Tokaj-Hegyalja, riconosciuta Patrimonio UNESCO. Qui, l’incontro di terreni vulcanici, brezze provenienti dai monti Zemplén e il fiume Bodrog crea l’habitat ideale per lo sviluppo dell’Edelfäule (la nobile muffa Botrytis cinerea) che conferisce ai vini Aszú la loro magia.
L’annata 2019
- Clima: il 2019 ha regalato un’estate calda e relativamente asciutta, seguita da piogge ben distribuite in autunno che hanno favorito la diffusione controllata della botrytis senza eccedere in marciumi. Le notti fresche hanno preservato l’acidità – fondamentale per la longevità del Tokaji – mentre le giornate tiepide hanno consentito alle uve di concentrare zuccheri e aromi.
- Resa e qualità: grazie a vendemmie estremamente selettive, Château Dereszla ha riportato in cantina pochi quintali per ettaro, ma di qualità eccelsa: acini sani, perfettamente appassiti dalla muffa nobile e con un grado zuccherino medio superiore ai 180 g/L di mosto.
Come si fa un Tokaji Aszú 5 Puttonyos
- Vendemmia tardiva e selezione manuale
- Ogni acino Aszú, ovvero “raggrinzito” in lingua ungherese in quanto ricoperto da muffa nobile, viene raccolto rigorosamente a mano in più passaggi (“botrized pickings”), scartando quelli non perfettamente intaccati.
- Conteggio dei “Puttonyos”
- La tradizione classifica i Tokaji Aszú in base al numero di Puttonyos: ogni “cesta” (circa 25 kg di acini Aszú) aggiunta a 136 L di mosto originario. Per il 5 Puttonyos si impiegano quindi cinque di questi cesti (la scala va dai 3 del Tokaji meno concentrato ai 6).
- Macerazione e pressatura
- Dopo un breve periodo di contatto, le masse vinose vengono leggermente pressate; il mosto che ne deriva è dolcissimo, concentrato e ricco di sostanze reattive (polifenoli, glicerina, componenti aromatiche).
- Fermentazione lenta
- Avviata a bassa temperatura per preservare gli aromi floreali, si interrompe naturalmente quando l’elevato contenuto zuccherino blocca i lieviti, lasciando nel vino una dolcezza residua intorno ai 150 g/L.
- Affinamento in rovere ungherese
- Almeno tre anni in botti da 136 L, nelle fresche cantine di Dereszla: un lento affinamento che lega complessità olfattiva (miele, albicocca, spezie dolci) e freschezza incisiva.
Tokaji ovviamente è un nome importantissimo nel mondo dei vini di qualità, e lo so bene io che amo il Collio e ho visto il nome del bianco locale trasformarsi da Tocai a Friulano a causa di una disputa finita nelle aule della Corte di Giustizia Europea. L’acidità del Furmint è essenziale per la natura di questo gran vino, fornendo la spina dorsale necessaria a bilanciare la dolcezza e a garantire una beva sempre fresca e mai stucchevole.
Le mie impressioni dell’Aszú 5 Puttonyos Château Dereszla
Date di degustazione: 20 febbraio – 2 marzo 2025
Abbinamento: foie gras
Aszú 5 Puttonyos Château Dereszla 2019
Giallo dorato vivo
Identità del vino: Da un corpo morbido e cremoso si vede costruirsi in tempo reale un’acidità che prima è un luccicare vivo e poi una lama che squarcia la texture del vino.Tutto inizia con un naso profondo e sensuale di botti in cantina, fiori bianchi, miele, mandorle tostate e torta all’ananas: così dignitoso nella sua verticalità provocatoria! Poi il corpo è rotondo, fittamente intessuto e quasi cremoso, con note di sorbetto al limone, mango e nuovamente legno della cantina. È allora che accade la magia del Tokaji: l’acidità esplode — all’inizio come un luccichio che rinvigorisce il sorso e poco dopo diventa una lama che squarcia la texture del vino. L’acidità del Furmint è essenziale per la natura di questo gran vino. Il finale è guidato da questa onda folle che trasporta – e non copre – sfumature di albicocca caramellata. Il contrasto tra la perfetta concentrazione di frutta, dolcezza, corpo sexy e la potente acidità concentrata è ciò che rende questo vino eccezionale. Il foie gras gli ha fornito una piattaforma a cui il vino ha potuto aderire, ma l’interazione tra i due non si è verificata.
Il vino è stato pagato 37 euro presso un rivenditore: un prezzo davvero basso per la qualità dimostrata.
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