Cosa rende il Riesling interessante? L’acidità. Cosa sostiene il Riesling durante tutto il sorso? L’acidità. Cosa non piace ad alcuni nel Riesling? L’acidità. Di cosa bisogna per forza parlare quando si discute di Riesling? Esatto, dell’acidità.
L’acidità nel Riesling
Come afferma brillantemente Nick Jackson in “Beyond Flavor”, l’acidità nel Riesling è il perno attorno a cui ruotano tutti gli altri elementi del vino. È una varietà che prospera in climi freddi, dove gli aromi si sviluppano lentamente, proprio come la stagione di maturazione delle uve. Questi climi sono perfetti per conferire una grande acidità ai frutti che vi crescono.
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Mentre lo Chardonnay è un vino che si sviluppa in larghezza, ampio, il Riesling è verticale. La quantità di residuo zuccherino, il profilo aromatico e gli altri elementi possono cambiare, ma l’acidità rimane costante e inamovibile. In questo senso, il Riesling è un vino solido, coerente, in cui l’acidità si percepisce dall’attacco – quasi sempre molto fresco – al finale.
Proprio l’acidità permette ai Riesling di invecchiare bene, anzi benissimo, e si intona perfettamente con le note di agrumi (limone e lime), albicocca e pietra focaia del varietale. Con l’invecchiamento, possono svilupparsi note di miele e petrolio, ma la freschezza si mantiene grazie a… be’, avete indovinato, l’acidità.
Queste completezza e versatilità del Riesling sono il motivo per cui per alcune aree vinicole questo varietale sia quasi una religione. In Germania, è coltivata a Riesling poco meno del 25% della superficie vitata e il 40% del Riesling coltivato a livello mondiale si trova proprio qui. Nel Rheingau, il 78% delle viti è Riesling. Quasi una monocultura che ad occhi italiani, francesi o anche spagnoli può sembrare strana.
Ho quindi voluto comparare due bei Riesling che avevo in cantina (un po’ come fatto in passato con i Pinot Noir): un Kellerberg Riesling Smaragd di Tegernseerhof (Wachau, Austria) e un Riesling Alsace Grand Cru ‘Schoenenbourg’ di Meyer-Fonné (Alsazia, Francia – di cui già il Pinot Blanc mi aveva ben impressionato). Ecco cosa ci si poteva aspettare in teoria da questi vini.
Il Riesling in Austria
Il Riesling austriaco è per molti versi simile al Grüner Veltliner, che viene coltivato nelle stesse aree. Mostra un’acidità molto piccante e speziata, come molti dei vini austriaci. Nel Kamptal e nel Kremstal, si trovano vini croccanti, verticali e freschi, mentre nella Wachau la texture è oleosa e talvolta cremosa. In una parola: barocca.
In ogni caso, il Riesling austriaco è secco, di corpo medio o addirittura denso, con un’ottima concentrazione di frutto e caratterizzato da accattivanti polifenoli. Sono vini pieni di energia, con vivacità e freschezza ben integrate con il frutto.
La regione della Wachau, in particolare, è nota per i suoi terreni principalmente costituiti da rocce primitive come gneiss e micascisti, che conferiscono una spiccata verticalità ai vini. Questi terreni, insieme alla viticoltura su ripidi terrazzamenti, favoriscono una maturazione uniforme mantenendo una buona acidità.
Il Riesling in Francia
Il Riesling francese è essenzialmente il Riesling alsaziano, perché è nel nord-est del paese che ci sono le condizioni ideali per produrre questa uva. Proprio come in Austria, il Riesling alsaziano sviluppa vini con una forte componente polifenolica. Sono vini con una bellissima texture e una buona presa sul palato, che possono risultare addirittura cremosi.
Soprattutto i Grand Cru alsaziani sono di corpo pieno e talvolta presentano un piccolo residuo zuccherino. Molto spesso, invece, il grado alcolico è alto, arrivando anche fino a 14°. Così come nella Wachau, i vini che ne derivano sono barocchi, con un’ottima concentrazione di frutto, morbidezza e texture bilanciate dalla sempre presente acidità.
Sono vini generosi che spesso presentano le tanto nominate (e giustamente, perché sono molto interessanti) note di petrolio. Si trovano anche note di fumo e roccia. Il colore è intenso, probabilmente a causa del permanere sulle bucce che trasmette i polifenoli. Presentano però un’acidità più gentile rispetto ai vini della Wachau, pur avendo molto in comune.
Stiamo quindi parlando di due tipologie di Riesling molto simili, che hanno in comune:
- Spiccata acidità
- Texture cremosa
- Corpo medio-pieno
- Gabbia polifenolica
- Concentrazine di frutto
E quindi? Quale Riesling mi ha impressionato di più?
Kellerberg Riesling Smaragd 2022 – Tegernseerhof
Degustato il: 19/05/2024
Abbinamento: Spiedini di pesce
Colore: Giallo dorato
Aromi: Anacardo, albicocca, timo, limone
Descrizione: Un “vino pavone” che si presenta in modo davvero espressivo, con un naso aperto ma maestoso. Al palato, è denso e ampio, con un’acidità elevata ma ben bilanciata che accompagna tutto il sorso. È succoso, con una fantastica concentrazione di frutto e chiaramente destinato a una lunga vita. Al palato emergono albicocca secca, note di petrolio e pietra calda frantumata. Il finale è lungo, salino e con note di arancia che evolvono in note di roccia.
È un vino che mostra pienamente le sue qualità, barocco come molti eccellenti vini austriaci, ma senza perdere linearità. La densità del frutto quasi si attacca al palato, e questa ricchezza è sorretta dalla forte struttura acida. Ottimo con gli spiedini di pesce, perché si fonde nel boccone per poi riemergere con tutta la sua potenza.
Riesling Alsace Grand Cru ‘Schoenenbourg’ 2021 – Meyer-Fonné
Degustato il: 28/05/2024
Abbinamento: Merluzzo fritto in padella con fagioli e bok choy
Colore: Giallo dorato con riflessi paglierino
Aromi: Fiori di tiglio, mela surmatura, vaniglia, albicocca
Descrizione: Un’acidità insolita per un Riesling: un attacco debole che poi si fa strada attraverso il palato. Comunque buono, ma manca di consistenza e concentrazione, come l’intero vino. Ci sono sapori e profili, ma paiono superficiali, mancando della profondità necessaria per lasciare un segno. Al palato si percepisce il legno ben integrato e alcune note citriche che persistono fino al finale, dove emerge anche la pera.
La texture è incantevole, setosa e ricca, ma questo mette in evidenza ulteriormente la mancanza di intensità. Tuttavia, si abbina davvero bene con il cibo perché definisce il profilo di sapore del piatto e dà una forma più chiara al boccone.
In conclusione
Abbiamo preso due Riesling provenienti da due zone per molti versi simili in termini di prodotto finale. Anche il prezzo non è molto diverso: 35€ l’Alsaziano (dal produttore), 43€ l’austriaco (da un rivenditore). Eppure il Riesling della Wachau mi è parso molto più convincente: riempie gli spazi, mostra molteplici profili e diversità di sfumature, mantenendo però una coerenza di base data proprio dall’acidità. Il Riesling di Meyer-Fonné, invece, pur mostrando una texture affascinante, è parso superficiale, spesso incerto nei suoi aromi e carattere, reso indeciso proprio da un’acidità debole e poco costante.
Tornando dove siamo partiti: il Riesling lo fa l’acidità.
Per altri Riesling interessanti, visita la nostra comparazione tra Riesling della Wachau e Riesling del Kamptal. Per un altro interessante vino alsaziano, leggi la recensione del Complantation 2022 di Marcel Deiss, ottimo produttore poi assaggiato a Pub Klemo, Vienna.
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