Wein & Co. è l’enoteca per eccellenza in Austria e come tale si comporta. MondoVino (qui il report per l’edizione 2025) è il loro expo annuale ed è l’evento enoico più interessante tra quelli presenti in Austria. Sì, anche più di VieVinum 2024 (e decisamente più di Wine Affairs). Perché non si tratta solo di una mostra di vini austriaci (anche se sono fortemente presenti, giustamente), ma permette di assaggiare prodotti anche di altissima qualità provenienti da altri paesi.
La fiera si svolge in due giorni e ha un prezzo corretto: 50€ ad entrata. Non ho resistito a partecipare ad entrambe le giornate, ma sarei tornato a casa con ottimi spunti anche solo partecipando ad una delle due. Gli espositori sono tantissimi, il sito ufficiale ne somma 170, e i vini esposti più di 1000. Ci sono inoltre un’area dedicata – purtroppo ma comprensibilmente – ai vini naturali, un Ikone Bar, ovvero una zona in cui, su base di acquisto ulteriore, si possono assaggiare bottiglie davvero indimenticabili e zone dedicate a cibi e bevande analcoliche.
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Solo i vini migliori,
nessun voto noioso
La fiera si svolge alla Marx Halle, un’area ampia che ospita grandi eventi. In effetti, il chiasso e la ressa non aiutano una degustazione serena, ma si partecipa per trarre spunti, non per scrivere le maledette note di degustazione. Ci sono anche delle attività da addio al celibato: alcune riuscite, come la possibilità di assaggiare e indovinare dei vini alla cieca, altre no, penso alla pedana in cui devi muoverti come un pupazzo mentre una telecamera ti riprende a 360°, immagino per poi regalarti un video che non riguarderai mai più.
Ecco alcuni punti che mi hanno particolarmente impressionato a MondoVino 2024:
- L’attrazione degli enoappassionati austriaci per i vini locali è commovente: possono esserci Castillo Ygay, i SuperTuscan e Roederer, ma la sezione più affollata sarà sempre quella della Wachau.
- L’Italia è la parte più debole del catalogo di Wein & Co.: quasi solo grandi nomi e zone ultra battute. Non è qui che troveremo gemme nascoste.
- La Spagna ha una proposta molto solida, anche se nulla mi ha fatto impazzire (a parte Castillo Ygay, generosamente esposto tra i vini “comuni”).
- I vini tedeschi mi risultano sempre un po’ esoterici. Penso ci arriverò, col tempo, ma senza particolare fretta.
- I vini del Nuovo Mondo sono un po’ un misto: si trovano cose deliziose (vedi Tyrrell’s) e anche i pochi cattivi calici assaggiati durante la due giorni. Uno spettro qualitativo che non può che risultare attraente.
- La presenza, spesso, non di agenti di commercio ma dei produttori stessi rende tutto più memorabile. È complicato, dal punto di vista dell’inquinamento acustico, capirsi con questi personaggi così interessanti, ma si incontrano dei supereroi della viticoltura.
- La preferenza di alcuni agenti di commercio nel servire le signore, indipendentemente da chi è arrivato prima al banchetto, fa supporre secondi fini.
- La fiera è caciarona, ma se devi fare una chiamata, l’area degli analcolici offre la quiete giusta.
- Wein & Co., rifai ti prego il sito della manifestazione: la funzionalità per cui puoi scrivere appunti sui vari vini non funziona e, anche quando salvi il testo, lo cancella. È indecente.
- Quando arriva il primo addio al nubilato, l’ora di andarsene è già passata.
E ora una lunga tirata sui vini assaggiati. In grassetto i vini davvero eccezionali. Che lusso.

Alois Lageder
Mi aspettavo grandissime cose da questo produttore. I vini sono buoni ma non imperdibili, forse mi attendevo di più.Versalto Pinot Bianco 2022 Crosta di pane, pesca bianca, fiori bianchi. Classico Pinot Bianco ma che densità di frutto. Polpa bianca succosissima al palato e poi finale delicato e sapido ma con acidità che emerge sprizzante sulla bocca.
Löwengang Chardonnay 2021 Legno, mele cotte, buccia di limone essiccata. Tantissima vitalità e concentrazione, scivola agile con un legno ottimamente integrato e ancora mela alla bocca. Finale sapido.
Áster
Crianza 2020 Peperone ma anche prugna. Poi in bocca si apre al frutto. Profondo con grande vivacità e direzione e tannini ben integrati.
Barolet Pernot Père & Fils
Saint-Romain Blanc 2022 Peperone, soffitta. Bocca conseguente. Piacevole e bilanciato.
Biserno
Il Pino di Biserno 2022 Denso, more, mirtilli, lamponi. Tanto frutto, ampio. Poi in bocca restringe un po’ ma dà grande soddisfazione.
Bibbona 2021 Concentrato, fine, profondo, petali di viola, ribes nero. Quando entra porta un tannino dominante che si installa in bocca ma il vino scende con molta finezza, come un’anima speziata e di piccoli frutti rossi che cala dentro l’armatura oversize della struttura.
Bodegas Valdemar
Conde de Valdemar Gran Reserva 2015 Tanto fruttato, autunnale certo ma prugne rosse e frutto polposo. Anche alla bocca le note di caffè del naso spariscono e rimane un frutto succoso, che però ha volume e carattere.
Castello di Ama
Chianti Classico 2021 Ciliegia, prugna. Tanto frutto. Tannino sabbioso sulle labbra. Bilanciato, ben concentrato, morbido ma di spinta. Davvero ben fatto.
Chianti Classico Riserva 2008 Più serioso certo, spezie, carne, e tutto regge ma sembra ancora un po’ legato. Tanto tannico.
Chianti Classico Vigneto Gran Selezione San Lorenzo 2020 Il giusto mezzo tra i due precedenti. Elegante e profondissimo con frutti rossi e sottobosco e corteccia ma comunque agile, denso, succoso e dinamico. Già pronto.
Château Latour à Pomerol
Pomerol 2021 Classico. Ribes nero, mirtilli, mora, prugna. Tannino che si sfalda, già fatto. Bella acidità e direzione, corpo setoso ma fresco. Piccoli frutti rossi al palato che finiscono croccanti e soddisfacenti.
Château Phélan Ségur
Saint-Estèphe 2021 Moderno. Geranei, prugne rosse, ribes rosso. Tannino deciso attorno alla bocca e ottima acidità e corpo che si scansa. Al palato more e un finale speziato. Grande orma senza eccessi.
Domaine de Chevalier
Pessac-Léognan Blanc (Grand Cru Classé de Graves) 2021 Io forse non li capisco i Pessac-Léognan ma il prezzo mi sembra eccessivo. Super eleganza. Susina verde, erbaceo, note di agrume. Poi al palato raffinato ma con un frutto esplosivo. Acidità che si gonfia e finale setoso, con polifenoli ed eterno. Però non da morirci.
Domäne Wachau
Mi aspettavo molto da loro, ma sono rimasto sorpreso dal fatto che i Federspiel fossero eccezionali, mentre gli Smaragd, pur buoni o molto buoni, mi abbiano colpito meno.
Grüner Veltliner Federspiel Kaiserberg 2023 Floreale di fiori bianchi, pepe, mela molto delicata, sapidamente erbaceo. Corpo, splendida intensità di frutto e un viaggio molto diretto e classico. Polifenolico.
Riesling Federspiel 1000-Eimer-Berg 2023 Concentrazione di frutto e succosità ufo per un Federspiel. Albicocca, frutta tropicale, petrolio. Molto classico se vuoi ma con una splendida acidità a fare da perno e un finale polifenolico eccellente.
MTX Müller Thurgau Extrem 2023 Frutta surmatura, pesca, caco, mieloso. Facile e vivace nel mezzo con un’acidità ritratta nel frutto come da varietale. Polposo e ben fatto e nel finale emerge il residuo zuccherino di questo vino piacione.
Grüner Veltliner Smaragd Kirnberg 2023 Oh, mi ha preso meno. Poca intensità di frutto. Floreale, speziato e piacevole ma poco avvincente.
Riesling Smaragd Achleiten 2023 Mango, albicocca matura, papaya. Acidità decisa che fa da perno. In bocca tanta intensità e di nuovo il mango. Ritratto come da Achleiten. Nel finale note di buccia di agrume e di frutta tropicale chiudono il sorso ricco e con tanta intensità di frutto. Salino e polifenolico, è molto nobile.
Dog Point
L’anno scorso lo Chardonnay è stato tra i miei vini preferiti. Il 2020 mi è parso leggermente meglio, ma anche questo è ottimo.
Chardonnay 2021 Classico grande Chardonnay. Tostatura del legno, limone, mandarino. Che bella la freschezza potente di questi vini. Acidità squadrata. Tanto legno ma ottimamente integrato.
Pinot Noir 2021 Frutto vivacissimo. Lamponi, terroso, prugna. Tannino sabbioso al centro della bocca. Frutto molto intenso, agile. In bocca di nuovo lamponi. Finisce un po’ troppo verde poi torna il lampone a rinfrescare. Molto forward come stile.
Ebner-Ebenauer
Avevo buone aspettative, ma come sempre di fronte alla Wachau o al Kamptal, i vini genericamente della Bassa Austria impallidiscono.
Grüner Veltliner Alte Reben 2023 Si sente l’Alte Reben. Floreale (fiore di sambuco) e speziato al naso, buona acidità sinusoidale. Corteccia verde in bocca e corpo vellutato.
Grüner Veltliner ‘Black Edition’ 2022 Più mela gialla del precedente, finale speziato e con una nota di lime. Acidità del GV. Non capisco però perché esista considerando che c’è Wachau.
Black Edition Chardonnay 2022 Una piccola nota di burro, floreale ma c’è anche la buccia d’arancia e la brezza di montagna. Caprifoglio al palato. Fresco con acidità squadrata che rimane a lungo nel finale eterno che rilascia buccia di agrume molto delicata.
Famille Perrin
Gigondas La Gille 2022 Liquirizia, marasca, sottobosco. Corpo non invadente con nota alcolica piacevolissima. In bocca esplodono i mirtilli e poi la liquirizia che chiude il sorso in maniera austera. Tannini potenti sulle gengive ma ben integrati e un’ottima acidità. Intenso con finezza.
Foradori
Avevo buone aspettative su Foradori, ma forse è un caso di hype da vino naturale che mi ha lasciato per lo più non impressionato.
Manzoni Bianco Fontanasanta 2023 Miele, roccia, quasi sale. Poca acidità, dolcetto. Finisce semplice come inizia.
Lezèr 2023 Ha anche una dignità. Piccoli frutti rossi maturi, al palato mora, semplice e immediato ma frutto croccante fino al finale.
Foradori – Teroldego 2023 Molto naturale aka sa di piedi. Ribes rosso. Tannino grossolano ai lati della bocca. Non evolve.
Granato 2021 Lavanda, viola, more mature, verde e naturale. Tannini argillosi sotto la bocca, corpo non eccessivo ma buona struttura. Finisce con note di torta alle prugne.
Franz Hirtzberger
Franz Hirtzberger è una mia passione da tempo e si è riconfermato.
Axpoint – Grüner Veltliner Smaragd 2023 Come sempre tanta intensità ed equilibrio. Erbe, pepe bianco, ma anche un frutto – forse pera – molto maturo. Acidità potente e finale molto polifenolico.
Honivogl – Grüner Veltliner Smaragd 2023 Inutile continuare a discuterlo. Ovviamente deve farsi ma c’è la frutta a polpa gialla, c’è una brezza sua, pietra focaia, ristretto ma con un’intensità di frutto pazzesca e un’acidità devastante. Finale con mela a polpa gialla che dura a lungo. Come sempre eccezionale e complesso.
Setzberg – Riesling Smaragd 2023 Ristretto, pietra focaia, floreale, susina gialla. Poi in bocca è teso, con un’acidità che sboccerà e un dinamismo zesty ancora giovane ed esuberante. Finale lungo.
Ried Steinporz – Riesling Smaragd 2023 Questo ancora più ristretto. Fiori bianchi, agrume, frutto a polpa gialla, affumicatura. Anche qui acidità forte e fruttata. Finale a tutta mela. Più introverso del precedente.
Singerriedel – Riesling Smaragd 2023 Pazzesco. Mela e pera molto mature, cera d’api, camomilla, miele. Il palato mostra subito tutta la sua importanza con la densità di frutto e la cera d’api che gli dà serietà e sorregge il frutto. Acidità che dura per sempre dopo il sorso. Polifenoli a mille. Nel gran finale inizialmente caprifoglio, poi pompelmo e note di legno, che mostrano come questo vino già ottimo tra dieci anni sarà imperdibile. Scrive già ora ciò che sarà. Delicato e pieno di potenza. L’ho acquistato al Bar Ikone, dove merita di stare.
Gérard Bertrand
Apprezzo molto Gérard Bertrand e ho già acquistato da loro in passato. Sul Grand Vin Rouge, ho adorato il 2020, ma il 2021 mi ha convinto molto meno.
Castellum Sauvignon Blanc 2022 Garrigue, profondo, spezie calde, nocciole tostate. Denso ma anche verticale e con un’acidità brillante, che guida il sorso e poi si gonfia in bocca anche decisamente. Finale con bucce di agrume essiccate e una liquirizia che mi è dispiaciuta. Molto completo.
Grand Vin La Clape Blanc 2022 Garrigue ma più denso al naso del Castellum, non chiuso ma liquoroso, spezie calde, mandorle tostate e prugna gialla. In bocca ha l’eleganza del viognier e i tanti profili non si accavallano ma si supportano senza spigoli. Acidità che nel finale emerge.
La Clape Grand Vin Rouge 2021 Kirsch, prugne secche, fichi secchi. In effetti un po’ troppo dolce. Corpo morbido e setoso con tannini ai lati delle bocca e ripiegati, acidità decisa. Non fiacco ma troppo evoluto e la struttura regge meno del previsto.
Henri Bourgeois
Sancerre La Bourgeoise Blanc 2022 Classic Sancerre. Lo amo perché è elegante ma non mi porta via. Erbaceo, fiori bianchi, mela matura. Molto denso al palato e delicato. Finisce con nota alcolica leggermente troppo visibile ma il polifenolico e la frutta bianca delicata chiudono tutto bene. Acidità a palloncino.
Josef Jamek
Ried Achleiten Grüner Veltliner Smaragd 2023 Pepe quasi nero, poi mela matura, erbe aromatiche, miele. Una potenza incredibile. Acidità devastante che porta al gran finale ma in mezzo la morbidezza del frutto giallo – quasi pera – che dà uno stacco quando cala l’acidità. Quante sfumature.
Ried Klaus Riesling 2023 Geraneo, forse agrume. Poco da dire e anche un po’ mollo sui piedi.
Ried Klaus Riesling Smaragd 2023 Affascinante come petrolio e frutta gialla tropicale siano splendidamente integrati. Anche note di miele. Acidità che fa da spina dorsale. Bocca polverosa di pera e si finisce con note di mela matura. Molto completo e integrato e senza eccessi.
Juvé & Camps
Stavo quasi per comprare una loro bottiglia prima di assaggiare i vini a MondoVino e per fortuna non l’ho fatto.
Cava Gran Reserva Brut Nature Reserva de la Familia 2019 Mela, brioche, sciroppo. Al palato troppo sciropposo ma perlage denso anche se un po’ grosso e sfocato e tanto sapore.
Cava Gran Reserva Brut Nature Singular Xarel-lo 201 Un po’ off putting: soffitta, legno verde. La bocca rispetta il naso e però mancava il perlage.
Kracher
Content for Kracher…
La Rioja Alta
Viña Alberdi Reserva 2019 Cacao, caffè, spezie, carne. Tannino potente. Rioja al massimo. Profondo e molto caldo.
Viña Arana Gran Reserva 2016 Decadente, prugne sfatte, spezie. Potente, cremoso e il suo carattere ti domina.
Rioja Gran Reserva 904 2015 Foglie di autunno, prugne anche secche, spezie. È un vino che pur decadente lascia spazio alla bocca di raggiungerlo e la speziatura dolce si apre al palato e mostra note anche pungenti. Il frutto è presente e ricco e si mescola da dio ai terziari.
Louis Roederer
Brut Premier Champagne N.V. Abbastanza muto. Agrume, mandarino, buccia di pompelmo essiccata, limone. Perlage grossolano ma deciso, palato potente. Non lungo.
Rosé Brut Champagne (Vintage) 2017 Molto delicato. Mandarino, petali di rosa, forse pane. Una spuma perfetta. Non completamente secco e gran beva.
Brut Champagne (Vintage) 2015 Wow, il calcare, il limone e l’agrume ma anche una pesca polposa. Poi al palato perlage ben definito e fine e ancora un succo di frutti gialli e una texture raffinata. Finale lungo e sapido.
Marqués de Murrieta
Castillo Ygay Gran Reserva Especial Tinto 2012 Bacche di ginepro, piccoli frutti neri, cioccolato, ribes rosso, cera per scarpe. Tannino polveroso ai lati della bocca già perfetto. Corpo etereo però puntellato dalla forza del frutto maturo e dai tannini. In bocca mirtilli. Finale vibrante, lunghissimo e speziato sorretto dall’acidità. Naso profondissimo, tanto tanto sapore e corpo fresco. Wow.
Marques de Vargas
Reserva 2019 Molto fruttata, prugna rossa, susina. Poi nel finale emerge l’alcol. Bella tesa e decisa. Si sente molto l’apporto del legno.
Gran Reserva Rioja 2016 Decadente, autunnale, il marciume, le foglie secche, le spezie e il caffè. Nel finale diventa il dolce, grazie all’apporto del legno americano.
Selección Privada 2016 Tanto tanto Rioja. Liquore alle erbe, legno. Molto denso, preciso, non sbava, come nessuno dei vini del Marques de Vargas che prende direzioni molto precise.
Matsu
El Viejo 2021 Bravo perché non si lancia a caso nonostante le ambizioni. Uvetta sultanina, prugne. In bocca denso e con buona concentrazione di frutto. Rimane fresco e il finale torna a richiamare anche se brevemente uvetta sultanina e torta alla cannella.
Neumeister
È il top della Stiria, e giustamente.
Moarfeitl Sauvignon Blanc 2022 Uva spina, foglia di pomodoro, fiammifero, sale marino. Al palato splendida intensità di frutto. Alla Picech. Almeno due livelli, uno più fruttato ed elegante e l’altro più succoso. Finisce ridotto. Un viaggio (in Stiria).
Moarfeitl Morillon 2022 Anche qui tanta Stiria. Mela, legno, mandarino. Frutta bianca al palato, acidità squadrata ma di nuovo si rincorrono note ridotte che riempiono la bocca senza mai eccedere. È un’iride di difficile decifrazione ma non per questo meno eccitante. Finale polifenolico molto lungo.
Nicolas Joly
Clos de la Coulée de Serrant 2022 Forse i vini naturali hanno senso quando dolci. Caramella alcolica, zafferano, miele, toffee. Bella acidità. Rustico e speziato al palato. Si sentono i rimasugli. Puro chenin col suo senso di gesso ma dolce.
Orin Swift
Mannequin 2021 Simile al Dog Point con legno, agrumi e anche una nota meno invadente floreale. Al palato segue ma il troppo alcol lo rende impegnativo.
Abstract 2021 Liquirizia, piccoli frutti rossi e neri, sembra potente ma aromatico, in realtà è bombastico. Forse è stato il peggior calice delle due giornate. Davvero prendere a cannonate il bevitore.
Machete 2020 Cioccolato al latte, tabacco, ribes nero e poi bombastico, ma almeno bocca avvolgente quanto il naso.
Papillon 2018 Frutta rossa, speziato, more, vaniglia. Anche qui troppo potente però il palato rimane abbastanza teso e finisce ricco con un finale di erbe e prugna matura.
Paul Kerschbaum
Blaufränkisch Dürrau 2022 Peperone, spezie, foresta, profumi autunnali che ti attirano, cranberry, emoli. In bocca tannino squadrato quasi a tutta bocca, definito e potente ma che lascia spazio al peperone e al frutto (emoli e ciliegia), splendidamente concentrato. Molto diretto. Ottima acidità e finale piccante che dura per sempre.
Cuvée Impresario 2021 Di nuovo un profumo autunnale e sapidità del legno ma più fruttato, kirsch e castagne. In bocca è una cuvée amichevole, molto densa e che apre al frutto. Chiude con note di foglie secche e sembra fatta per dare compagnia.
Kirschrot 2020 Molto fruttato, con la ciliegia. Però in bocca va diretto, espandendosi grazie al passaggio in legno senza perdere il frutto. Piacevole.
Cuvée Kerschbaum 2021 Dura, è presto. Ci sono le spezie, il legno, i piccoli frutti rossi. Molto decisa, una cannonata. Il legno che quando si integrerà sarà ufo. Avrà sempre bisogno di una tavola.
Questo produttore mi ha per certi versi ricordato il Das Konquest di K+K Kirnbauer.
Penfolds
Bin 311 Chardonnay 2020 Tostatura del legno, agrume ma molto floreale, alato, aromatico. Corpo medio. Struttura potente, molto sapida e polifenolica (finale eterno) che gioca ai contrasti con aromi elegantissimi ed eterei.
Bin 28 Shiraz 2021 Poca roba. Forse frutti viola e l’umami della grigliata. Tannino medio argilloso al palato. Lascia poco se non qualche traccia fruttata.
Bin 389 Cabernet – Shiraz 2021 Molto più attraente del precedente. Cassis, ribes rosso, petali viola, torta al cioccolato. Tannino che emerge nel finale dopo un corpo agile ed elegante e classico. Finale sapido che torna a mordere.
Reichsrat von Buhl
Jesuitengarten GG 2022 Molto untuoso (quasi viscoso) e muscolare. Miele, nocciole, frutto molto denso e tropicale, prugna gialla e albicocca. Acidità che fa da perno.
Ungeheuer GG 2022 Più vegetale del precedente, teso e un po’ chiuso. Foglia di pomodoro e pepe bianco.
Kirchenstück GG 2022 La via di mezzo tra i due precedenti. Nocciola e autunnale, botrite.
Suez Vintage Brut Nature 2015 Pasticceria, crema pasticcera, brioche, curry. Perlage perfetto (appena aperta la bottiglia). Uno Champagne dry.
Rudi Pichler
Ried Achleithen Riesling Smaragd 2023 Nocciola, frutta gialla matura, molto austriaco, petrolio. Lascia una gran impressione in bocca, acidità scorticante e speziatura, invecchierà molto bene.
Ried Hochrain Grüner Veltliner Smaragd 2023 Molto verde, erbaceo, mela verde, pepe bianco, asparago. Forse un po’ troppo acerbo ma comunque lungo.
Ried Kollmütz Grüner Veltliner Smaragd 2023 Più piacione del precedente, mela gialla matura, fiori, mela cotogna. Ampio. Acidità contenuta e versatile.
Ried Hochrain Riesling Smaragd 2023 Petrolio, ribes bianco, molto teso, non lungo però. Botte, molto austriaco. Nocciola che sorprende e affascina dall’inizio alla fine.
Ried Kirchweg Riesling Smaragd 2023 Da pasto, che si lascia fare ma ha una bella acidità che lo farà durare. Caprifoglio, frutta tropicale. Ancora nocciola ma meno barocco. Lungo e sapido.
Terrassen Riesling Smaragd 2023 Quello che vuoi dal Terrasse: floreale, albicocca, pesca gialla, tropicale, fresco ma con un’acidità che gli dà spinte da gran vino. Finale leggermente polifenolico.
Swartberg Wingerde
Miracle Bush White 2022 Pierre à fusil, oleoso, lana bagnata, sembra di corpo. Poi in bocca piuttosto ridotto e forse frutta (pera) ma non lascia il segno.
Miracle Bush Red 2021 Al naso fresco e vivace, uno Châteauneuf fresco. More. Poi in bocca la liquirizia ma appunto grande freschezza che sia al naso che al palato pare acerba. Tannino piccolo e diffuso. Non indimenticabile.
Tement
Come Neumeister, questi sono il top della Stiria, e giustamente.
Ried Sernau König Sauvignon Blanc 2020 Potente già al naso. Foglia di pomodoro, pepe bianco, molto vegetale. Corpo denso ma bilanciato. Speziatura e sapidità erbacea al palato, finale in cui arriva la Stiria. Acidità alta a spilli.
Ried Zieregg Sauvignon Blanc 2015 Più fruttato del precedente ma comunque speziatura, sfumature di erbe e olio di oliva. Bocca potentissima. Polifenoli avvincenti che rendono il finale speziato eterno.
Zieregg Morillon 2021 Perfetto, solo non il mio Chardonnay di elezione. Mela, buccia di arancia, legno ma ben gestito. Corpo denso ma bilanciatissimo (grande con l’equilibrio Tement!) in cui poi torna il frutto e finale di grande eleganza e precisione dato dal legno.
Tegernseerhof
Ried Schütt Grüner Veltliner Smaragd 2023 Mela gialla, pepe bianco, erbe, brezza marina, susina gialla. Acidità sinusoidale molto attraente e alla bocca una piccantezza così Grüner Veltliner. Ampio. Finale polifenolico, lunghissimo, alla mela gialla.
Thelema
Cabernet Sauvignon 2020 Piccoli frutti rossi, cacao, menta, aromatico. Al palato aromatico, lucido e levigato. Tannini piccoli attorno alla bocca e finale al cacao o cioccolato ma decisamente fresco. Molto ben riuscito.
Tyrrell’s
La presenza di Bruce Tyrrell (foto in basso) è stata tra le cose più belle di Mondovino. Davvero un gentiluomo dai modi piacevolissimi, felice di parlare dei suoi vini, dei tappi a vite, di quanto è faticoso andare per fiere. Tra accento e rumori ci siamo capiti ben poco, temo, ma è stato un grandissimo piacere averlo incontrato.
Sul Sémillon, si notava come anche gli addetti ai lavori arrivassero per assaggiarlo e ne rimanessero entusiasti: molto lavoro dietro e davanti al banchetto e il giusto riconoscimento per un vino davvero speciale. Chi volesse approfondire le caratteristiche di questo straordinario vitigno può leggere il nostro articolo su il Sémillon: il Vitigno.
Vat 1 Sémillon 2017 No wood! Cera d’api, borotalco, olio. Acidità ben nascosta ma solida. Si apre al naso mentre lo bevi. Fermentazione a freddo in acciaio. Da qui, il vino passa un anno sulle fecce ma non incontra mai il legno prima dell’imbottigliamento. Dopo sei anni, inizia a costruirsi in bottiglia. Il naso è erbaceo, ceroso, borotalco. Allo stesso tempo il palato è pulito, fresco e intenso dall’inizio alla fine.
Vat 47 Chardonnay 2022 Olio d’oliva, erbaceo, introverso per nobiltà più che per timidezza. Beva splendida perché, come il Sémillon, si costruisce mentre lo bevi, ne leggi le sfumature e ne vieni rapito con il tempo. Rotondo e dal corpo oleoso.
Old Winery Shiraz 2022 Naso attraente. C’è il frutto definito e potente della Shiraz che però è un soufflé e lievita invece che spingerti.
Lunatiq Heathcote Shiraz 2021 Più serio rispetto al precedente, con più sfumature e cesellature, oltre a note di cioccolato. Ma rimane la leggerezza data dal gonfiarsi del vino in bocca.
Sémillon 2023 Erbaceo, morbido di cera d’api, olio per lampade, leggermente più fruttato e piacione del fratellone. Acidità avvolta nel frutto che esce nel finale. Piacevolissimo.
Chardonnay 2023 Impegnativo per non essere uno vino di punta. Verde, olio d’oliva, buccia di mela, pietra focaia. Acidità che spinge il vino. Verde alla bocca che è meno rumorosa del naso e finale molto teso nonostante un bel corpo.
Lunatiq Heathcote Shiraz 2021 Assaggiato nuovamente il secondo giorno. Comunque piccoli frutti rossi, violette essiccate, prugna. Corpo denso e morbido, meno a palloncino di quanto ricordassi. Tannini morbidi sulle gengive inferiori. Bocca di prugna e finale che evolve moltissimo con un frutto forward ma lineare. Splendida acidità e una freschezza nel lungo finale che si ama.
Villa Santo Stefano
Sereno di Colline Lucchesi Rosso 2021 Marasca, acetone, profondo. Bocca con tannini sabbiosi e avvincenti. Profondo e di buona durata.
Loto Toscana 2021 Terra bruciata, piccoli frutti rossi. Vuole essere tanto e tutto sommato ci riesce. Intenso con corpo compatto.
Nina 2020 Molto ben riuscito. Vegetale, pepato, serio. In bocca fresco ma la serietà continua con tannini verdi sui denti molto avvincenti. Leggera apertura alla fragola al palato ma il pepe domina e nel finale astringente chiude il sorso una vibrazione acida e tannica che dà lignaggio ed eleganza.
Weingut Dorli Muhr
Dorli Muhr è una notissima signora del vino austriaco, ma a me questi assaggi non hanno affatto esaltato.
Samt & Seide Blaufränkisch 2021 Peperone ma fresco, roccioso, floreale. È un Blaufränkisch fresco di medio corpo che è anche servito freddo. Apre al frutto, buon tannino.
Ried Spitzerberg 2021 Peperone e piccoli frutti rossi. Servito gelato. Tannino coinciso ma insomma, che freddo.
Come vedete, davvero un bel pacchetto di assaggi. E ora gli awards.
MondoVino Awards 2024
- Espositori vestiti meglio: gli italiani, soprattutto i toscani
- Area geografica più convincente: Wachau
- Produttore più deludente: Orin Swift
- Produttore più convincente: Franz Hirtzberger (poco sorprendentemente)
- Linea più sorprendente: I Federspiel di Domäne Wachau
- Vino più sorprendente: Blaufränkisch Dürrau 2022 di Paul Kerschbaum
- Miglior bolla: Brut Champagne (Vintage) 2015 di Louis Roederer
- Produttore da cui mi aspettavo di meglio: Foradori
- Miglior vino naturale: Clos de la Coulée de Serrant 2022 di Nicolas Joly
- Classico che mi ha convinto: Bin 311 Chardonnay 2020 di Penfolds
- Espositore dell’anno: Bruce Tyrrell
- Miglior vino in assoluto: Castillo Ygay Gran Reserva Especial Tinto 2012 di Marqués de Murrieta
- Secondo miglior vino in assoluto: Vat 1 Sémillon 2017 di Tyrrell’s
- Terzi migliori vini in assoluto: Brut Champagne (Vintage) 2015 di Louis Roederer, Vat 47 Chardonnay 2022 di Tyrrell’s, Singerriedel – Riesling Smaragd 2023 di Franz Hirtzberger

Il prossimo anno assaggerò sicuramente i vini di Knoll.
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