Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026

Poche città hanno una connessione col vino così forte come Vienna. Non si tratta solo di consumo, ma anche di produzione: infatti all’interno del territorio statale (Vienna è uno degli stati della piccolissima repubblica federale austriaca) ci sono delle vigne e delle cantine, tra cui una addirittura di proprietà comunale (Weingut Cobenzl). Passeggiando tra le scenografiche colline a nord-ovest della città, ci si imbatte nelle heurige, locali con tavoli spesso all’aperto in cui si bevono e mangiano (a prezzi anche cari) i prodotti dei proprietari e qui, va ammesso, la qualità dei vini non è certo impressionante.

Il concetto di fine wine in Austria è importante, nel senso che ci sono due categorie di vini ben distinte: il vino per tutti i giorni, spesso servito in boccali quasi da birra e mescolato ad acqua frizzante per formare lo spritz bianco; e le bottiglie di alto livello di cui parliamo in questo blog. Se heurige e bar viennesi, di cui non negherò mai il fascino, sono specializzati nella prima tipologia di bevande, ci sono anche ottime enoteche che si occupano della seconda. Forse, vista la tradizione enologica locale, sarebbe lecito aspettarsi una più ampia proposta di wine bar. Ma le opzioni ci sono e qui segnalo le migliori.

Wein & CO – L’Enoteca Mainstream

Wein & CO è di gran lunga la più diffusa catena di enoteche in Austria (dove ho acquistato anche una bella bottiglia di Syrah). Si tratta principalmente di un rivenditore, che però in molti punti vendità offre anche servizio di wine bar. La proposta è ampia, dalle bolle ai rossi, passando per bianchi e rosè.

In passato, il menu, identico per quasi tutti i punti vendita e comunque consultabile negozio per negozio nel sito aziendale, cambiava ogni mese, fornendo eccitanti opzioni. Ora le rotazioni sono più rare, ed è un peccato. Tuttavia la proposta è ancora tra le migliori in tutta Vienna, sicuramente quella in cui la qualità media è più alta.

Non si tratta di calici avventurosi, Wein & CO è un’enoteca “didattica”, nel senso che propone vini classici dalle zone più rinomate (ad esempio il Bordeaux bianco) sia a livello locale che internazionale. Non lo trovo affatto un difetto: ben vengano i locali che propongono così tanti Smaragd di eccellente livello. Inoltre, la possibilità di acquistare mezzo calice rende avvicinabili anche vini dal costo altrimenti proibitivo.

Insieme al vino normalmente arriva anche dell’acqua. Non c’è invece il pane, ma il menu propone alcuni snack accettabili anche per palati non austriaci. Il servizio è professionale, ma l’atmosfera cambia molto in base al punto vendita in cui ci si trova. Ecco la classifica dei migliori (a Vienna):

  1. Stephansplatz – Il fiore all’occhiello delle enoteche Wein & CO. Centralissimo, con degli interni molto eleganti e un (vissuto) lungo bancone bar. Qui il menu è sempre quello più fornito e al piano -1 c’è un’enoteca con svariate bottiglie in vendita.
  2. Schottentor – Appena rinnovato. Una replica in piccolo del punto di Stephansplatz. Anche qui ci sono bottiglie in vendita, ma in minor quantità.
  3. Hietzing – La mia opzione alternativa a Stephansplatz, soprattutto perché ci abito vicino. C’è un bel patio, ma l’atmosfera è rovinata dagli arredi primi anni Duemila e soprattutto dalla musica in sottofondo (spesso completamente fuori tema e invadente) suonata dai gestori. Ottime bottiglie in vendita e uno spot di rigore per l’aperitivo dopo una passeggiata a Schönbrunn.
  4. Mariahilfer Straße – L’unica delle quattro che sconsiglio, anche perché non ha lo stesso menu ricco delle precedenti, ma una versione alternativa, ridotta, impoverita. I pochi tavoli indicano che il punto è pensato più come negozio che come wine bar. Inoltre, non è particolarmente accessibile (si trova al primo piano di un edificio) in un locale essenzialmente senza finestre. Fa un po’ Rebibbia.

Di recente qui ho assaggiato sia vini di Knoll che altri poi riassaggiati a MondoVino 2025.

Pub Klemo – L’Enoteca Indie

Dirigiamoci nel piacevolissimo quinto distretto e troveremo Pub Klemo. Qui la proposta non insegue le mode, a me mai care, dei vini naturali, opachi, arancioni, ossidati, annoiati, ma non è neppure classica. È invece in linea con la ricerca di vini di terroir, nati da filosofie di basso intervento e non asserviti al gusto di massa. Un’enoteca che piacerebbe a Andrew Jefford, se così vogliamo dire.

Il vero asset di questa enoteca sono le degustazioni settimanali: con tale cadenza l’enoteca propone sei mezzi calici di vini rossi e bianchi a tema. In questo modo ho assaggiato un’eccellente selezione di Marcel Deiss e alcuni incredibili Riesling pre-2012, tanto per fare due esempi. La degustazione è disponibile ogni giorno (il locale è aperto da lunedì a sabato) per sei giorni senza limitazioni di orario, la settimana successiva il tema cambia.

Invero, ho trovato queste degustazioni spesso interessanti, mentre il menu à la carte è un coacervo di nomi ormai in pianta stabili nella proposta dell’enoteca, calici invenduti delle degustazioni settimanali precedenti e bottiglie troppo vecchie per essere buone. Il personale è decisamente appassionato ed è un piacere farci due chiacchiere. Calici appropriati e acqua, oltre alla possibilità di acquistare qualcosa da mangiare, completano il profilo di questa enoteca che è senza dubbio un’operazione molto seria.

Trovo splendido anche il décor. Il locale è piccolo, con tanto legno e un’atmosfera calda: una sala e mezza (perché contiene anche il bancone bar) e tavoli che riproducono ciascuno la cartografia enologica di vari Paesi bastano a dare carattere. I prezzi sono corretti e, per chi volesse, attraversando la strada c’è anche il negozio in cui acquistare bottiglie – così come un altro è presente nel centralissimo primo distretto.

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Qui di recente ho partecipato una splendida degustazione dei vini dell’azienda alsaziana Marcel Deiss (e ce ne fossero di enoteche che propongono focus su cantine così meritorie!), che fu preceduta da quella sui Beaujolais e Grüner Veltliner.

Heunisch & Erben – Il Ristorante Enoteca

Non può non essere menzionato subito dopo Pub Klemo, visto che credo abbia almeno un proprietario in comune e sicuramente una buona fetta della proposta al calice e in bottiglia. Siamo nel – a mio avviso – affascinantissimo terzo distretto, molto centrali (la stazione di Landstrasse dista pochi minuti a piedi) e siamo decisamente in un ristorante. Un ristorante che però ha anche un’enorme (almeno 80 vini) proposta al calice.

Ci sono andato sia per bere che per mangiare e la sfilza di opzioni può intimidire, anche perché non si tratta di nomi classici, spesso si entra in quel sottobosco affascinante ma di non immediata interpretazione che troviamo anche a Pub Klemo. Il cibo è molto ben fatto e forse vale la pena frequentare questo locale più per i piatti che per i calici. Tuttavia sono sempre stato trattato splendidamente qualsiasi fosse la natura del mio scontrino finale.

L’arredo di questo locale è molto intenzionale piuttosto contemporaneo e la tipologia di clientela rinforza l’idea di un ristorante serio, ma rilassato. I prezzi sono medio-alti, ma giustificati dalla qualità. Ecco, forse rimane un po’ la sensazione, percepita anche a Pub Klemo, che certe bottiglie siano un po’ fuori tempo massimo per essere servite e che quando un produttore, per sua filosofia di vinificazione, si discosta fortemente dallo standard della sua zona di provenienza questo vada segnalato in carta.

Ottimo per chi: vuole mangiare molto bene, bevendo bene. Ama i ristoranti contemporanei.

Winzerkönigin – L’Enoteca Austriaca

Tornando dalle parti di Pub Klemo, in Wiedner Haupstrasse troviamo Winzerkönigin, un locale specializzato in vini austriaci. Anche qui è possibile mangiare: non lo ho mai fatto, ma direi che si tratta di un’ambizione diversa e inferiore rispetto a quella di Heunisch & Erben. I calici proposti non ruotano sovente, ma sono un discreto campione della produzione locale, con una buona presenza di Grüner Veltliner — un vitigno celebrato ogni anno anche al Falstaff Grüner Veltliner Festival.

Non un must (anche per gli arredi non particolarmente caldi, pur non essendo certo tremendi), ma uno stop facoltativo, se si vuole conoscere un po’ meglio il vino austriaco.

Ottimo per chi: cerca vini austriaci, in un locale molto austriaco.

Di recente qui ho assaggiato:

Dosage Champagner Bar – La Champagneria

Primo distretto, hai visitato un museo o fatto un giro in centro (anche se il centro per i Viennesi è più in Mariahilfer Straße che a Stephansplatz) e cerchi un calice, ma non di vino austriaco. Il piccolo Dosage Champagner Bar può fare al caso tuo. Molto moderno, ma comunque caldo, anche grazie alla presenza del proprietario, un tipetto interessante.

La proposta al calice non è vastissima, ma neppure banale e, in generale, qui ho sempre bevuto bene o anche benissimo. I prezzi sono quelli dello Champagne, più il sovraccarico che sempre aggiunge chi gestisce uno Champagne Bar, più un piccolo extra, perché non si sa mai. Il servizio è corretto e la tipologia di enoteca oltre alla sua posizione richiama molti turisti, ma, proprio perché il piccolo dandy che gestisce l’operazione non è certo un introverso, ci sono anche parecchi clienti abituali. Insomma, non vi sentirete mucche in sala mungitura.

Ottimo per chi: vuole bere vino non austriaco nel centro storico, ama lo Champagne, ama un luogo con carattere.

Di recente qui ho assaggiato:

Vinothek W-Einkehr – L’Enoteca di Risulta

Poco distante dal Dosage Champagner Bar, c’è la Vinothek W-Einkehr. Questo locale storico negli anni ha attraversato qualche vicissitudine. Fino a circa un lustro fa, si trovava più vicino a Schwedenplatz, in locali ristretti ma trafficati e molto riconoscibili.

In quella fase della sua vita, la Vinothek W-Einkehr serviva soprattutto turisti e i suoi assaggi di vini austriaci erano un modo sicuro di interessare amici e parenti che venivano a trovarci per la prima volta. Speck e formaggi locali erano ovviamente parte dell’equazione. Ora il locale, pur muovendosi di poche centinaia di metri, si trova in posizione ben più defilata, i locali sono ampi, ma risultano più vuoti e anonimi, sicuramente la clientela pare diminuita.

Non sono a conoscenza delle ragioni del trasferimento, ma l’enoteca ci ha rimesso. Oggi come allora il proprietario, con una passione encomiabile, promuove vini poco noti. Che teoricamente è un approccio positivo, ma risulta difficile spiegarsi perché, per pochi euro di differenza, uno debba assaggiare un buon Grüner Veltliner della poco caratteristica regione del Weinviertel e non un ottimo esemplare della Kamptal o Wachau.

Insomma, non si beve male (e i prezzi sono corretti), ma sembrano calici spesso di risulta, proposti da chi ha cercato un buon affare più che una buona bottiglia. Mancando anche l’atmosfera della precedente ubicazione, relegare questa enoteca a opzione secondaria pare sol che necessario.

Ottimo per chi: vuole un vino senza pretese o è alla ricerca di discreti affari.

VIS A VIS – L’Enoteca Piccola

Questo è più un divertissement che una reale opzione. In una laterale poco distante da Stephansplatz si trova VIS A VIS, un locale molto piccolo, che vanta una quindicina di vini tra bianchi e rossi, tutti austriaci con un focus sui viennesi. La proprietaria è parte integrante del locale, che è molto, molto, molto viennese.

I vini non ruotano quasi mai, eterno è il rosso viennese Trilogie, ad esempio. Si preparano anche piccoli piatti, affettati e formaggi locali. Non ho mai trovato calici di particolare interesse, ma è un’ottima destinazione per i turisti non particolarmente interessati al vino, ma curiosi di vedere il carattere di un vero locale austriaco.

Gli interni in legno sono infatti caldi e datati, le piastrelle bianche tristi e datate, lo stile spiccio e allo stesso tempo cordiale e be’, sì, ovviamente è datato anche quello. Una cuorisità per chi è in visita.

Ottimo per chi: visita Vienna e vuole sperimentare un locale molto viennese.

Weinskandal – L’Enoteca Naturale

Concludiamo con un wine bar che non amo. Si trova nel settimo distretto, molto vicino a Mariahilfer Straße in uno splendido locale con grandi finestre che danno sulla strada. Tutto perfetto, tranne i vini.

Si tratta infatti di un’enoteca che con orgoglio rivendica la sua passione per vini naturali, alla moda, tutti molto simili tra loro. Riconosco il loro impegno nell’organizzare eventi coi produttori e sicuramente c’è una passione genuina dietro a questa operazione così modaiola, ma trovo questo “talebanismo” verso quelli che possiamo chiamare “i succhetti naturali” molto chiuso e forzato, mentre la bellezza del vino è proprio la sua diversità.

Non ci incontreremo a Weinskandal, ma, se fate parte della setta, questo locale non vi deluderà.

Ottimo per chi: ama i vini naturali.

Se ti interessano i vini naturali, ho selezionato anche i migliori vini naturali che ho assaggiato.

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Qui invece trovi la differenza tra vermut rosso e Martini.

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