Il nome del sito prende spunto da un’affermazione di Andrew Jefford per cui le note di degustazione annoiano il lettore e lo allontanano dal vino. Non sappiamo se il proliferare di questa tristissima forma letteraria punisca le vendite di bottiglie di vino, ma di sicuro ci annoia a morte.
Inoltre, le note di degustazione sono uno strumento impreciso per commentare un vino:
- Innanzitutto, i descrittori che un assaggiatore ha a disposizione nella sua memoria cambiano in base alle sue esperienze. Un lettore può avere difficoltà a ricordarsi il profumo dei ribes rossi, mentre lo stesso vino può riportargli alla mente uno splendido lampone. Eppure sia chi ha scritto la nota che chi la legge stanno assaggiando l’identico vino, hanno solo un vocabolario gustativo diverso connesso a diverse esperienze. Non proprio un metodo scientifico.
- Inoltre, anche se l’affermazione “non esistono grandi vini, esistono solo grandi bottiglie” è estrema, è vero che, anche all’interno della stessa annata, le condizioni di conservazione della bottiglia e l’anno in cui la si beve, la botte da cui è stato preso il vino e tanti altri fattori hanno un peso tale per cui il calice dell’assaggiatore molto probabilmente non sarà confrontabile con quello di un altro bevitore.
Le note di degustazione sono quindi uno strumento imperfetto. Ma anche se fossero uno strumento perfetto, chissenefrega! sono noiose!
Per questo, e per sane ragioni di cazzeggio, abbiamo sentito l’esigenza di aprire un sito sui vini che non abbia note di degustazione. Il vino ha la capacità unica di aprire pensieri e stimolare conversazioni, una capacità inevitabilmente menomata dalla nota di degustazione, come suggerisce qualsiasi visita su Vivino.
Quindi su questo sito troverete:
- Impressioni su vini che ci hanno interessato, ovvero riflessioni che un calice ci ha portato a fare. Certo, parleremo del vino, ma soprattutto di cosa il vino ci ha fatto pensare.
- Resoconti di eventi o giri in enoteca, ovvero impressioni sul mondo che ruota attorno al calice. Certo, parleremo anche dei vini, ma soprattutto degli eventi e dei posti in cui si assaggiano.
- Incontri con produttori e vignaioli, ovvero la preziosa possibilità che talvolta si ha di farsi raccontare le bottiglie da chi le fa. Certo, parleremo anche dei vini, ma soprattutto della filosofia e storia che ci stanno dietro.
Hugh Johnson, descrivendo un vino vecchio di secoli che ebbe l’occasione di assaggiare, disse che gli aromi che uscivano dal calice furono una folata di profumi rapidissima, che scomparve immediatamente. Incidententalmente, aveva descritto non solo il vino vecchio di secoli ma quello di tutti i giorni: alle impressioni e il piacere offerto da un calice non si può tornare, perché sono per loro natura effimeri. Ciò che rimane sono i ricordi e le opinioni che attorno ai ricordi costruiamo.
Fedeli al principio di raccontare e non descrivere, teniamoci ricordi e opinioni, e banniamo le aride note di degustazione!
Fanculo i piccoli frutti a bacca rossa!
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