Abbiamo già parlato della genealogia del Collio e di come la generazione degli attuali settantenni sia l’ultima davvero grande da quelle parti. Tra loro c’è sicuramente Dario Raccaro, che ha fatto dei vini secchi dal corpo denso la sua firma. Anche la Vespa con coi arriva spesso all’enoteca di Cormons con gran fanfara è un suo tratto riconoscibile.
Interessanti racconti su di lui si trovano anche da Lollo, a Gorizia.
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Sono andato a trovarlo un anno fa: come molti altri suoi pari, la degustazione comprende anche un assaggio del carattere esuberante del produttore. D’altra parte un ingegnere prestato all’azienda di famiglia come Raccaro ne ha da raccontare ed è un piacere farci due chiacchiere. La produzione, tutta di alta qualità, è di 30mila bottiglie e ha come punte di diamante il Friulano Rolat e proprio la Malvasia.
Scheda Tecnica della Malvasia di Dario Raccaro
Le uve di Malvasia provengono dalle vigne storiche di Raccaro, situate sulle dolci colline ai piedi del monte Quarin, nei dintorni di Cormòns. Alcune viti, che raggiungono i 50 anni d’età, affondano le loro radici nel flysch del Collio, un terreno pietroso ricco di minerali, ideale per la viticoltura di qualità. Le uve vengono raccolte al perfetto stadio di maturazione, per garantire la massima espressione del terroir.
La vinificazione segue un approccio meticoloso: una soffice pressatura, seguita da una decantazione a freddo, prepara il mosto per la fermentazione in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata di circa 18 °C. Il vino riposa poi sulle fecce fini per 6 mesi, affinando struttura e complessità, prima di essere imbottigliato e completare il suo percorso con un ulteriore periodo di affinamento in cantina.
Recensione della Malvasia Collio di Raccaro
Avevo acquistato due bottiglie di Malvasia annata 2022 e il secondo assaggio mi ha colpito più del primo.
Degustazione del 14 giugno 2023
La Malvasia Raccaro 2022 si presenta con un colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli, evocando subito freschezza e vitalità. Al naso, emergono profumi di fiori bianchi, pesca gialla, lavanda, alloro e una leggera nota di pepe. Una complessità aromatica che anticipa il carattere deciso di questo vino.
In bocca, la sorpresa più grande è stata la concentrazione del frutto, superiore a quanto mi aspettassi. Il corpo è meno oleoso rispetto alle annate precedenti, ma la struttura è ben presente e solida. La componente floreale e le note di mela si fanno notare anche in retro-olfazione. Nonostante la pienezza del sorso, un lieve eccesso di alcol si fa sentire, ma non compromette la piacevolezza complessiva. Il vino è estremamente sapido, regalando grande soddisfazione al palato. Il finale non è particolarmente lungo in termini di aromaticità, ma l’acidità vibrante, avvolta dal frutto, persiste a lungo sulle labbra, lasciando una sensazione piacevole e persistente.
Un Malvasia con carattere, capace di “resettare” il palato dopo un piatto come il tonno in umido, pulendo e preparando la bocca per un altro boccone.
Degustazione del 22 agosto 2024
A distanza di un anno, la Malvasia Raccaro 2022 si è evoluta e offre una degustazione abbastanza diversa, mostrando la sua capacità di maturare in bottiglia. Il colore è giallo paglierino, più profondo e meno brillante rispetto alla prima degustazione. Al naso, si avvertono note di erbe aromatiche, pesca bianca, iodio e magnolia, che conferiscono un bouquet fresco e balsamico, con una certa eleganza marina.
Rispetto alla prima degustazione, le aspettative più contenute mi hanno permesso di apprezzare la Malvasia per quello che è, senza confronti con altre annate. Un ulteriore anno di affinamento ha smussato l’esuberanza del frutto e ridotto la potenza alcolica, rendendo il vino più armonico. Il corpo è leggero, quasi etereo, mentre l’acidità alta e precisa danza sul palato, prima di pizzicare delicatamente la lingua alla fine di ogni sorso. Una sensazione piuttosto inusuale per una Malvasia, la cui acidità solitamente tende ad ammutolirsi dopo l’iniziale attacco.
In bocca, si percepiscono le sfumature marine e i sottili accenni di fiori bianchi, che rendono il sorso scattante e dinamico. Il finale, questa volta, è sorprendentemente lungo, arricchito da note inaspettate di nocciola tostata e erbe aromatiche che evolvono in un sapore pieno e umami, lasciando la bocca “scossa” e sostenuta da una piacevole salinità.
L’abbinamento con il salmone alla griglia è stato impeccabile: il vino ha bilanciato perfettamente le note dolci e affumicate del pesce, per poi ripulire il palato con una precisa amarezza. Un Malvasia leggero ma con carattere, capace di sorprendere e affascinare ad ogni sorso.
Commento finale: la Malvasia del Collio per eccellenza. Con quella di Roberto Picech, la migliore che possiate trovare.
Leggi anche il nostro articolo sulle enoteche di Pordenone.
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