Ospitiamo oggi un articolo di Diego Mutarelli, che gestisce il blog Vinoncondiviso, con cui NoTastingNotes condivide l’approccio onesto ed edonistico al vino. Salute!
È da molti anni che su Vinocondiviso parliamo dei vini della Savoia (ad esempio qui), territorio che racchiude molte caratteristiche interessanti per l’appassionato di vino: clima piuttosto fresco che porta in dote acidità e tenore alcolico contenuto, ottime escursioni termiche che arricchiscono di aromi le uve, attenzione all’ambiente e alla biodiversità con una percentuale elevatissima di produttori in regime biologico o biodinamico, prevalenza di vitigni autoctoni, prezzi relativamente abbordabili…
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Tra i vitigni a bacca bianca della Savoia un posto di rilievo, anche perché si tratta del vitigno più coltivato in Savoia, è senz’altro occupato dalla jacquère. Si tratta di un vitigno allevato quasi esclusivamente in Savoia che dà origine a vini schietti e semplici, con una bassa alcolicità e con sfumature aromatiche delicatamente floreali e agrumate, che leggono perfettamente i suoli da cui provengono e che, nelle migliori versioni, coniugano eleganza e complessità aromatica.
Per introdurvi a questo vitigno abbiamo stappato la jacquère del Domaine des Côtes Rousses, giovane ma già affermata azienda che coltiva 6 ettari su pendenze dal 15% al 45%, dunque non meccanizzabili, biologica certificata e che segue i principi della biodinamica in vigna e una filosofia che potremmo definire naturale in cantina.
Vin de Savoie Jacquère “La Pente” 2023 – Domaine des Côtes Rousses
Il colore è un giallo paglierino chiaro. Al naso le sensazioni, inizialmente delicate e misurate sono di fiori bianchi e mela, con un tocco vegetale che ricorda il trifoglio, quindi emerge la scorza di agrumi ed una spiccata mineralità calcarea.
Il sorso è agile, la freschezza è vivace e dà profondità al vino, gli 11% di titolo alcolometrico agevolano pericolosamente la beva, il vino però non è solo beverino, ma anche fitto e intenso nel sapore e dinamico nello sviluppo. Chiude lungo, salato, dissetante su ritorni vegetali e di roccia.
Un vino che piacerà in particolare a chi cerca un bianco che gioca le sue carte migliori non sulla potenza né sull’opulenza, ma nel dettaglio aromatico e nell’eleganza di beva.
Diego Mutarelli
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