Cosa aspettarsi da un vino di fascia medio-bassa? A mio avviso, dai 15€ in su è sempre legittimo aspettarsi, naturalmente in maniera direttamente proporzionale al prezzo, un buon vino. Sotto i 7€ è difficile immaginare prodotti interessanti. Mentre dai 7€ ai 15€ si è un po’ in una terra di nessuno.

Se il vino in questione viene da una zona relativamente pregiata, ci sono pochi dubbi: il rischio porcheria è altissimo. Il nome ha un costo e se il vino costa poco, be’, probabilmente stai pagando le famose lettere sull’etichetta (come detto anche in occasione di una degustazione a La Cave). Ma se il vino arriva da un’area non particolarmente costosa, è legittimo aspettarsi un prodotto onesto: sicuramente ci saranno pochi profili e bassa complessità, e di certo sarebbe insensato aspettarsi dichiarazioni di provenienza da un vigneto specifico o altre caratteristiche tipiche delle bottiglie più costose, ma un vino onesto sì, quello ce lo possiamo aspettare.

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Su queste premesse ho aperto una bottiglia di Haus Klosterberg Pinot Blanc di Markus Molitor.

Il Pinot Blanc Haus Klosterberg 2021 di Markus Molitor è un vino tedesco proveniente dalla regione della Mosella. Ha 12° gradi alcolici e, come è legittimo aspettarsi, il produttore non indica specifici vigneti di provenienza delle uve. I grappoli sono stati raccolti in ottobre e poi lavorati tramite pressatura soffice, lasciandoli a contatto con le bucce per qualche era al fine di estrarne gli aromi. La fermentazione è spontanea e non accelerata e il vino invecchia in botte sulle sfecce per un non meglio precisato “lungo periodo”. Per 11,90€ insomma ci si può aspettare un vino di una certa complessità.

Il Haus Klosterberg Pinot Blanc 2021 di Markus Molitor si è presentato con un colore giallo paglierino carico. Al naso, si sono rivelate note di mele cotte con la cannella e pesca noce, accompagnate da un accenno di crema Nivea, che ha conferito al bouquet un carattere inusuale. Non è un profilo aromatico immediatamente accattivante, ma sicuramente interessante.

Al palato, il corpo non impressiona per concentrazione di frutto né per eleganza, risultando un po’ privo di vivacità. Tuttavia, l’acidità ben bilanciata inizia a stimolare la lingua e poi si manifesta in onde sottili su labbra e palato. Si percepisce una morbidezza derivata da un utilizzo del legno ben dosato, che aggiunge complessità senza sovrastare il vino. Emergono nuovamente le note di nettarina matura e di dessert di mele, che accompagnano il sorso con una dolcezza delicata.

Il finale è piacevole, con una sapidità che si fa notare, conferendo un tocco di assertività. È un vino semplice che, pur essendo tecnicamente corretto, manca un po’ di carattere. Nonostante ciò, ha svolto egregiamente il suo ruolo di accompagnamento al piatto, lasciando il sapore intenso e deciso dell’omelette con insalata di finocchi e salmone affumicato in primo piano.

Cosa aspettarsi da un vino da 12 euro?

Il vino ha tutto sommato rispettato le aspettative: pochi profili ben gestiti. Per questo prezzo non si può chiedere di più. Anzi sì, mi è venuto in mente il confronto con il Handwerk Weißburgunder di Stagård, un altro Pinot Bianco, questa volta austriaco, nella stessa fascia di prezzo.

A livello qualitativo, tra i due non c’è una grande differenza. Il Handwerk Weißburgunder è leggermente migliore, ma non siamo su due pianeti diversi. Il motivo per cui l’austriaco è migliore però è interessante: Stagård, nonostante una bellissima concentrazione di frutto, ha costruito un vino molto leggero sostenuto da un’acidità vibrante. Da questo vino “ballerina” si sprigionavano grandi aromi. Non un vino eccelso, ma mai scontato.

Markus Molitor invece ha trattato le uve di questo vino di fascia medio-bassa come avrebbe fatto per un vino di fascia media, con invecchiamento in botte e l’ambizione di dare spessore al prodotto finale. Il tentativo non è pienamente riuscito proprio perché mancava la concentrazione di frutto e la sensazione è stata quella di un vino un po’ scarico e senza carattere. Forse un processo di vinificazione meno ambizioso avrebbe dato la dimensione giusta a questa bottiglia.

Insomma, da un vino di 12€ ci si può aspettare un calice piacevole senza grandi pretese. Se anche il produttore è conscio di questi confini, manterrà le ambizioni dei processi in linea col prodotto finale, mettendo l’accento su ciò che c’è, invece che mostrare ciò che inevitabilmente manca.

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