Abbiamo già parlato degli splendidi Sauvignon di Vie di Romans, un’azienda che ha dato un senso alla DOC Friuli Isonzo. Vale la pena confrontare altri due vini, uno è il Flors di Uis (“Fiore delle Uve”, in friulano, splendido nome), che è il blend più celebre e diffuso dell’azienda; l’altro è lo Ciampagnis Chardonnay, un’etichetta molto più underground.
La Famiglia Gallo
Quando si parla di eccellenze bianchiste in Friuli, Vie di Romans è un nome che ricorre costantemente. L’azienda ha sede a Mariano del Friuli (GO) ed è di proprietà della famiglia Gallo, che ha iniziato a lavorare la vite ben prima che la regione diventasse territorio di culto per gli appassionati di vino bianco. È una storia che parte dal 1900 ma che prende una direzione precisa e rivoluzionaria nel 1978, anno del primo imbottigliamento con etichetta Vie di Romans.
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Gianfranco Gallo, figura chiave nella trasformazione dell’azienda, ha lavorato per creare uno stile proprio: rigoroso, riconoscibile, strutturato. La scelta di vinificare separatamente ogni singolo cru e l’adozione del rilascio posticipato per i bianchi sono mosse che negli anni hanno costruito una reputazione importante. I vini sono corposi grazie al contatto con le fecce, ma mai goffi.
Vie di Romans ha ispirato molte altre realtà nella zona dell’Isonzo (vedi Ronco del Gelso), dando nobilità e senso ad una DOC altrimenti piuttosto anonima. Anche considerando la vicinanza con il ben più rinomato Collio, è colpisce il percorso fatto dalla famiglia Gallo, che, partendo da terroir che tenderebbero a privilegiare la quantità più che la qualità, è riuscita a costruire uno stile raffinatissimo e un nome non legato alle mode. La qualità costante (nella mia esperienza, questi vini sono sempre tra il molto molto buono e l’ottimo) dei vini poi rende questa azienda affidabilissima e ciò che arriva nel bicchere rispecchia i prezzi.
Flors di Uis
Il Flors di Uis è la cuvée forse più rappresentativa dell’azienda, figlia di un blend atipico: 58% Malvasia Istriana, 27% Riesling Renano e 15% Friulano. Le uve provengono da tre vigneti storici della cantina – Boghis, Cjampagnis e Vie di Romans – che coprono una superficie complessiva di 3,88 ettari, a un’altitudine compresa tra i 29 e i 34 metri s.l.m. Il terreno, di medio impasto limo-argilloso e ricco in ossidi di ferro e alluminio. La formazione del suolo dona struttura e salinità, mentre la doppia esposizione Est-Ovest e Nord-Sud favorisce ventilazione costante e maturazioni equilibrate.
Il regime agronomico segue criteri rigorosi, con densità d’impianto fino a 6.500 ceppi per ettaro, e rese limitate a circa 1,1 kg per pianta. La vendemmia, manuale e scalare, si è svolta a partire dall’11 settembre nel 2023. In cantina, le uve subiscono diraspapigiatura, una macerazione pellicolare a freddo a 8 °C e chiarifica statica, prima della fermentazione alcolica condotta tra i 16 e i 19 °C. Nessuna fermentazione malolattica, per preservare freschezza e acidità. Il vino sosta sui lieviti fini in acciaio per 8 mesi e si illimpidisce naturalmente. Dopo l’imbottigliamento (maggio dell’anno successivo), riposa ulteriori 10 mesi in bottiglia.
Con 13,8% vol, 5,90 g/l di acidità e un pH di 3,30, il Flors di Uis mostra sin da giovane una tessitura viva ma misurata. È un bianco da aspettare con pazienza: il suo picco evolutivo si colloca intorno ai 9 anni, ma può spingersi fino ai 18.
Chardonnay Ciampagnis
Per il Ciampagnis le uve provengono da un singolo vigneto – il Ciampagnis già citato sopra – situato a 32 metri s.l.m. nel comune di Mariano del Friuli, sul pianoro delle Rive Alte. Qui il suolo è poco profondo, con una tessitura grossolana ricca di scheletro, povera in argilla ma ben dotata di ossidi di ferro e alluminio: elementi che si riflettono nella spinta verticale e nella precisione del sorso. Il vigneto, esteso su 9,32 ettari, è allevato a guyot semplice e cordone speronato, con una densità tra 6.200 e 7.800 ceppi per ettaro.
La resa è contenuta – circa 0,85 kg per pianta – e la vendemmia viene eseguita manualmente (nell’ultima annata tra il 12 e il 14 settembre). La vinificazione ricalca i canoni aziendali: diraspapigiatura, macerazione pellicolare a 8 °C, chiarifica statica e fermentazione a temperatura controllata tra i 16 e i 19 °C, senza svolgimento della malolattica. Il vino sosta per 8 mesi sui lieviti in acciaio, si illimpidisce naturalmente, viene imbottigliato a metà maggio e lasciato affinare per ulteriori 9 mesi in bottiglia prima dell’uscita.
Nel calice, il Ciampagnis nel 2022 aveva 14,5% vol, acidità di 5,7 g/l e pH di 3,43. Quindi un bianco che punta su costruzione e maturità più che su verticalità estrema. Il suo picco evolutivo arriva dopo circa 7 anni, ma la capacità di tenuta si spinge oltre i 15.
Flors di Uis vs Chardonnay Ciampagnis – Schede Tecniche
Il Flors di Uis quindi è il portabandiera della complessità da blend, un vino costruito sull’equilibrio tra tre vitigni e tre parcelle. Il Ciampagnis, invece, è un monovitigno puro, figlio di un singolo vigneto e di una lettura specifica dello Chardonnay. Ecco un confronto tecnico.
| Caratteristica | Flors di Uis | Chardonnay Ciampagnis |
|---|---|---|
| Superficie vigneto | 3,88 ettari | 9,32 ettari |
| Età media viti | 31 anni | 19 anni |
| Vitigni | 58% Malvasia, 27% Riesling, 15% Friulano | 100% Chardonnay |
| Densità d’impianto | 6.200 – 6.500 ceppi/ha | 6.200 – 7.800 ceppi/ha |
| Resa per pianta | 1,1 kg | 0,85 kg |
| Terreno | Limo-argilloso, ossidi di ferro e alluminio | Poco profondo, scheletro abbondante |
| Esposizione | Est-Ovest e Nord-Sud | Nord-Sud |
| Altitudine | 29–34 m s.l.m. | 32 m s.l.m. |
| Fermentazione | 16–19 °C, durata 15–21 giorni | 16–19 °C, durata 18–20 giorni |
| Malolattica | Non svolta | Non svolta |
| Elevage | 8 mesi su lieviti | 8 mesi su lieviti |
| Affinamento in bottiglia | 10 mesi | 9 mesi |
| Alcol | 13,82% vol | 14,5% vol |
| Acidità totale | 5,90 g/l | 5,70 g/l |
| pH | 3,30 | 3,43 |
| Picco evolutivo | 9 anni | 7 anni |
| Longevità stimata | 18 anni | 16 anni |
Il Flors di Uis quindi nasce parzialmente dallo stesso vigneto del Ciampagnis. La vinificazione è molto simile, con un’affinamento in bottiglia leggermente più lungo per il blend, che viene prodotto a partire da piante leggermente più vecchie. Il Ciampagnis però è un vino con più alcol e meno acidità, e anche la sua longevità stimata è inferiore. Ecco però come le due bottiglie si comportano nel bicchiere.
Impressioni sul Flors di Uis 2019
Il Flors di Uis 2019 di Vie di Romans è un vino che si presenta come una linea dorata spessa e compatta nel calice: sembra quasi sorridere, promettendo una ricchezza olfattiva che poi cala d’intensità al palato per tornare a farsi sentire nel finale con un guizzo acido e affilato.
È facile, a volte, dare per scontata la grande qualità e la precisione stilistica di Vie di Romans. Il naso è una vera e propria esplosione (coerente) di profumi: frutta gialla polposa, biancospino, scorza d’agrumi, gesso e perfino krapfen alle albicocche. Una tavolozza olfattiva ricchissima, che però al sorso si ritrae. La trama è densa, fedelissima allo stile della casa, ma l’opulenza aromatica lascia spazio a un profilo più austero, dominato da note tese di bergamotto.
L’acidità è ben presente e la sapidità solida: elementi fondamentali per reggere il corpo del vino, che altrimenti – anche per la generosa gradazione alcolica – rischierebbe di risultare pesante. Il finale è sapido e speziato, con rimandi di pepe bianco e scorza d’agrumi che prolungano il sorso, regalando respiro a un bianco che punta decisamente in alto. Servito con pesce al forno, ha trovato un po’ di difficoltà: la speziatura del piatto ha finito per sovrastare l’equilibrio del vino.
Prezzo: 35 euro (da rivenditore). Leggermente più costoso del suo valore effettivo.
Impressioni sul Ciampagnis Chardonnay 2022
Nel calice si presenta con un giallo paglierino dai riflessi dorati, ma è la forma che prende in bocca a sorprendere: ricorda una foglia lunga e affilata. Parte morbido, largo, quasi invitante, poi si restringe progressivamente rivelando la sua natura precisa e tagliente. Un sorso che sembra disegnato al laser.
È stato il vino della sconfitta amara (l’ho bevuto la sera in cui l’Inter ha perso 5 a 0 contro il PSG), eppure la bottiglia ha incantato. Al naso si apre con note riduttive e leggermente erbacee: lemon curd, pietra bagnata, mango. È ricco, sì, ma sempre contenuto, come se una mano invisibile ne tenesse a bada l’esuberanza. Il corpo è pieno e rotondo, e l’acidità – sorprendente per uno Chardonnay – è massiccia e affilata: resta sulla lingua come una lama che non ferisce, ma incide il ricordo del vino.
Al palato ritornano le sensazioni riduttive, mentre gli aromi puliti e decisi percepiti al naso cominciano ad affievolirsi. Spunta una nota di vaniglia – probabilmente legata all’affinamento sui lieviti, vista l’assenza di legno – che introduce un finale elegante, giocato su sfumature di mela cotogna, una lieve nocciolatura amara e una struttura poderosa. È un equilibrio sexy tra sapidità e salinità, con l’acidità a tenere insieme tutto. Inizia con fascino, ma finisce per rapire la bocca. L’abbinamento con l’insalata di gamberoni, mango e butterkäse ha trovato nel vino una lama acida che ha reso più affilato e preciso l’insieme. Fantastico.
Prezzo: 31 euro (da rivenditore). Eccezionale rapporto qualità-prezzo per un ottimo vino.
Flors di Uis vs Ciampagnis Chardonnay – Profilo Sensoriale
Quindi, riassumendo:
| Caratteristica | Flors di Uis 2019 | Ciampagnis Chardonnay 2022 |
|---|---|---|
| Immagine evocativa | Una linea dorata e spessa “a smile”: ricchissimo al naso, più austero al palato, acuto nel finale | Una foglia lunga e affilata: parte morbida e larga, si restringe in un sorso precisissimo |
| Naso | Frutta gialla carnosa, biancospino, scorza d’agrumi, gesso, marillen krapfen | Note riduttive ed erbacee: lemon curd, pietra bagnata, mango |
| Bocca | Trama densa “molto Vie di Romans”; l’opulenza olfattiva retrocede verso una tensione al bergamotto | Corpo pieno e rotondo; acidità massiccia e tagliente che guida il sorso; accenni riduttivi |
| Struttura | Sostenuta da buona acidità e solida sapidità; l’alcol dà imponenza ma è bilanciato | Potente ma tenuta in riga da un’acidità-lama; cenno di vaniglia da lieviti, carattere che emerge nel finale |
| Finale | Lungo, piccante, pepato (pepe bianco), scorza d’agrumi, molto persistente | Espressivo su mela cotogna, lieve nocciolatura amara, gran salinità/sapidità; lunghissimo |
| Umami / tattilità | Succosa sapidità, grip agrumato-pepato; struttura “aerata” che alleggerisce la ricchezza | Tattilità tesa e affilata; equilibrio “sexy” tra sapidità e salinità sopra un’acidità importante |
| Prezzo indicativo | €35 | €31 |
| Rapporto qualità/prezzo | Appena insufficiente: blend ricco, ma non ottimo | Ottimo: Chardonnay “puro” con ambizione e capacità d’invecchiamento |
| Abbinamenti | Pesce al forno (ma la speziatura del piatto può sovrastarlo) | Insalata di gamberoni, mango, butterkäse: il vino dona un taglio acidulo elegante al piatto |
Conclusione
Il Flors di Uis è un gran bel vino, ma a mio avviso inferiore al Ciampagnis Chardonnay, che invece è ottimo. Il Flors di Uis ha il difetto di avere un naso che colpisce molto, ma a cui non corrisponde un palato di eguale intensità. Ciò detto, ha un finale potente e si porta benissimo: sicuramente a tavola fa un’ottima figura. Invece il Ciampagnis è perfettamente in linea con l’altissima qualità aziendale e ha un profilo quasi narrativo: inizia ricco e avvolgente e finisce scolpito e preciso, un iter tenuto insieme da aromi e profumi coerenti e da una struttura completa. Il discrimine tra i due quindi è proprio la coerenza e armonia dell’insieme. Il prezzo è simile, ma lo Chardonnay è di un livello superiore al Flors di Uis. Dovendo scegliere, consiglio il Ciampagnis.
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