Un anno fa ero uscito dall’Atelierhaus con la sensazione di aver partecipato a un successone. Falstaff ha riportato lo Schaumweinfestival nello stesso spazio del centro di Vienna e la scelta si conferma azzeccata: l’Atelierhaus ha un fascino moderno che si sposa bene con le bollicine, e l’evento ha la cura e l’eleganza che il magazine sa dare alle sue manifestazioni, come avevamo visto quest’estate al Grüner Veltliner Festival.
Rispetto al 2025 la geografia dei banchi è cambiata. L’anno scorso l’Italia del metodo classico, con Alta Langa e Franciacorta, aveva fatto la parte del leone. Quest’anno il baricentro si è spostato sull’Austria, con il Kamptal in prima fila, accanto alle maison della Champagne, a due Crémant, al Prosecco di Valdobbiadene e a una cantina slovena.
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Le Tendenze del Falstaff Schaumweinfestival Wien 2026
- Il Kamptal guida il Sekt austriaco. Bründlmayer, Jurtschitsch e Schloss Gobelsburg hanno portato le gamme più complete e coerenti, e i produttori austriaci nel complesso hanno fatto meglio sia dell’edizione 2025 sia della media degli spumanti austriaci che ho in archivio.
- Il Blanc de Blancs è la punta del diamante. Da Bründlmayer come da Jurtschitsch, il vino migliore del banco era lo Chardonnay in purezza, con acidità da struttura, cremosità e precisione.
- È stata una giornata di rosé. Ne ho assaggiati otto e il livello medio è stato superiore a quello degli spumanti rosati che ho registrato negli anni. Il migliore arriva da un produttore che non conoscevo.
- La Champagne resta la certezza. Drappier, Charles Heidsieck e Laurianne Lejour si sono attestati esattamente sulla media degli Champagne del mio archivio, con due punte ottime.
- Il Prosecco soffre il confronto. Assaggiato dopo una serie di metodi classici, lo stile Extra Dry ha mostrato la sua dolcezza più del solito.
Il Kamptal in Prima Fila
Bründlmayer è stato il banco della giornata. Il Brut Reserve, l’etichetta d’ingresso, ha la pasta di mandorle e il frutto del Kamptal senza ovvietà, con un perlage molto distinto: buono, elegante e classico, e ben lontano da quello che ci si aspetterebbe da un entry level. Il Brut Rosé N.V. si fa più serio con note ossidative ed evolute, di mobili vecchi, mentre il Blanc de Noirs Extra Brut Reserve 2019 si è appoggiato sui morbidi aromi di pasticceria, foglie di tè e mandorle, molto buono e perfettamente bilanciato. Il vertice è il Blanc de Blancs, eccezionale.
Forse il migliore di giornata: naso di buccia di limone e lime, pasticceria (l’evoluzione non manca), mela verde croccantissima. Un corpo medio, fresco e molto preciso, ma comunque ampio. Perlage classico. I lieviti ci sono, ma elegantissimi.
Dai miei appunti sul Blanc de Blancs Extra Brut Reserve N.V. di Bründlmayer
Questo produttore punta su un approccio e profili molto classici e ben gli riesce, con bottiglie sempre eleganti e ponderate.
Jurtschitsch ha portato la gamma con più vita. La Große Reserve Brut Nature dichiara le sue note aromatiche senza ovvietà, tanto sfalcio e fiori di campo (la base è Grüner Veltliner), vivace ma con classe. Il Brut Rosé N.V. è la loro bolla che ho assaggiato più volte in assoluto, questa era la quarta, e il giudizio è sempre rimasto tra buono e molto buono. Stavolta note selvagge, di carne, che emergono con il gelsomino, per un rosé serio e molto asciutto. Il Blanc de Blancs Brut è ottimo: dritto e preciso, tanto limone, una nota di gelsomino ricca e provocante, un perlage perfetto e un’acidità da gran vino, con cremosità ed equilibrio nonostante l’approccio sempre determinato del produttore.
Schloss Gobelsburg e Malat, dal vicino Kremstal, hanno proposto uno stile più semplice e diretto. Il Brut Reserve N.V. di Gobelsburg ha una bolla vivace e sbarazzina, un’elegante nota di mela e una interessante di fieno, con finale salino, un aperitivo buono e agile. Il Brut Rosé N.V. gioca sulla fragolina di bosco e su un’acidità vibrante, il Blanc de Blancs N.V. è austero, teso e fresco. Il salto arriva con il Vintage Extra Brut 2013, molto buono, rotondo, evoluto ma equilibrato, con sentori di soffitta e zafferano e una bella lunghezza. Da Malat, Reserve Brut, Reserve Brut Rosé e Grosse Reserve Blanc de Blancs sono tutti validi, ma senza slanci: il rosé punta sulla florealità e sulle piccole bacche, classico da aperitivo, mentre la Grosse Reserve cerca di stupire con note autolitiche di pane e forno e una buona texture.

Piccolo Glossario del Sekt
Per orientarsi tra le etichette austriache e tra i gradi di dosaggio, ecco le diciture che si incontravano più spesso ai banchi.
- Sekt Austria Klassik
- Il primo gradino della piramide del Sekt a denominazione protetta (g.U.): almeno 9 mesi sui lieviti, uve di un solo Bundesland, qualsiasi metodo di spumantizzazione.
- Sekt Austria Reserve
- Solo metodo classico, almeno 18 mesi sui lieviti, vendemmia manuale e dosaggio da Brut in giù.
- Sekt Austria Große Reserve
- Metodo classico, almeno 30 mesi sui lieviti, uve di un solo comune con la possibilità di indicare il vigneto. È il livello della Große Reserve di Jurtschitsch e di quella di Malat.
- Brut Nature
- Meno di 3 grammi di zucchero per litro, nessun dosage aggiunto.
- Extra Brut
- Fino a 6 grammi per litro.
- Brut
- Fino a 12 grammi per litro.
- Extra Dry
- Tra 12 e 17 grammi per litro, quindi più dolce del Brut nonostante il nome. È uno stile molto comune nel Prosecco.
Champagne, le Certezze
Le maison francesi si confermano un punto di richiamo per la manifestazione. Da Drappier il Carte d’Or Extra Brut è buono, con profumi di crosta di pane, un perlage molto preciso e un retrogusto sapido, ma è il Clarevallis Extra Brut a lasciare il segno. È ottimo nella sua natura vinosa, con riflessi di legno di sandalo, mele cotte e la profondità della crème brûlée, e il corpo medio-pieno, che si mastica, compensa un perlage non carichissimo. Da riassaggiare volentieri.
Charles Heidsieck arrivava con l’asticella altissima, perché l’anno scorso il Brut Réserve N.V. era stato uno dei miei due vini migliori della manifestazione. Quest’anno sia il Brut Réserve sia il Blanc de Blancs N.V. sono stati molto buoni, il primo con precisione, un frutto abbastanza maturo e un corpo cremoso, il secondo con profumi di roccia bagnata e fiori bianchi, corpo citrico e finale salino. Un gradino sotto rispetto a quanto ricordassi, ma comunque gran bei vini.
Laurianne Lejour ha offerto il contrasto più interessante della Champagne: il Brut Champagne Grand Cru è ottimo, goloso senza pudori, con tanta pasticceria e marmellata di albicocche, mentre il Sauvage Blanc de Blancs Premier Cru è più classico, mela e pera al naso, croccante e con una certa profondità autolitica, molto buono e meno coraggioso del precedente.
Una Giornata di Rosé
Il filo rosso del pomeriggio è stato il rosé. Il migliore è arrivato da Weingut Josef Fritz, cantina del Wagram che non avevo mai incontrato: il Pinot Noir Rosé Sekt 2021 è ottimo, con note di arancia rossa, un carattere estroverso e cangiante e un perlage più complesso delle solite bolle austriache. Da riprovare, così come il Blanc de Noir 2022 della stessa cantina, molto buono, più classico ma con un frutto vivace e la potenza muta dei vini che si danno poco a poco.
Subito dietro vengono i rosé di Jurtschitsch e Bründlmayer, poi quelli di Malat, Gobelsburg e Dveri Pax. La cantina slovena ha presentato una gamma omogenea, tutta buona: il Dp Brut Rosé 2018 resta sui piccoli frutti rossi, il Dp Brut Furmint 2020 vive dell’acidità del Furmint che esplode a fine sorso, leggermente floreale e succoso, e il Dp Brut Classic 2014 è semplice, con un buon perlage.
Sul versante francese dei Crémant, il Crémant d’Alsace Brut Rosé N.V. di Joseph Cattin e il Prestige Chardonnay Crémant de Bourgogne di Moillard-Grivot sono sufficienti, entrambi tesi, vivaci e citrici, con un frutto indurito da una vena metallica.
Il Prosecco di Andreola
Andreola ha portato il Prosecco nella sua forma più classica. Il Dirupo Valdobbiadene Extra Dry ha glicine, caramelle alla frutta, melone verde e agrumi canditi, una texture cremosa e una dolcezza evidente. Il Dirupo Valdobbiadene Brut è amichevole e teso, con una nota di cetriolo, mentre il Bollé Rosé Extra Dry, con il Moscato nell’uvaggio, e lo Stefano Pola Bianco da Bianco Extra Brut sono i più semplici. Tutti sufficienti, e qui il contesto conta: quando li assaggiai nel 2025, in un altro contesto e accanto ad altri Prosecchi, il Dirupo Extra Dry e il Bollé mi erano sembrati molto buoni. Dopo un pomeriggio di metodo classico, lo zucchero dell’Extra Dry pesa di più.

Rispetto al Mio Archivio
Dieci dei vini assaggiati li avevo già incontrati, alla scorsa edizione o altrove, e il confronto aiuta a leggere la giornata.
| Vino | Assaggio precedente | Allora | Oggi |
|---|---|---|---|
| Blanc de Blancs Extra Brut Reserve N.V., Bründlmayer | Schaumweinfestival 2025 | Ottimo | Eccezionale |
| Brut Reserve, Bründlmayer | Schaumweinfestival 2025 | Molto buono | Molto buono |
| Brut Rosé N.V., Bründlmayer | Schaumweinfestival 2025 | Molto buono | Molto buono |
| Blanc de Noirs Extra Brut Reserve 2019, Bründlmayer | 2025 | Ottimo | Molto buono |
| Brut Rosé N.V., Jurtschitsch | 2026 | Molto buono | Molto buono |
| Große Reserve Brut Nature, Jurtschitsch | Bottiglia bevuta a casa, 2024 | Molto buono | Molto buono |
| Brut Réserve N.V., Charles Heidsieck | Schaumweinfestival 2025 | Eccezionale | Molto buono |
| Blanc de Blancs N.V., Charles Heidsieck | Schaumweinfestival 2025 | Eccezionale | Molto buono |
| Dirupo Valdobbiadene Extra Dry, Andreola | 2025 | Molto buono | Sufficiente |
| Bollé Rosé Extra Dry N.V., Andreola | 2025 | Molto buono | Sufficiente |
Le conferme sono tutte austriache: Bründlmayer e Jurtschitsch mantengono il livello e il Blanc de Blancs della cantina di Langenlois sale ancora. I cali riguardano due Champagne che l’anno scorso erano stati eccezionali e due Prosecchi assaggiati in un contesto diverso.
In Conclusione
Lo Schaumweinfestival resta l’appuntamento di riferimento a Vienna per chi ama le bollicine. In un solo pomeriggio si passa dal Kamptal alla Champagne, dall’Alsazia a Valdobbiadene fino alla Stiria slovena, con la cura organizzativa a cui Falstaff ci ha abituati. Se amate lo spumante e siete in città a fine settembre, è un pomeriggio da segnare in calendario.
I Nostri Premi
- Miglior Vino: Blanc de Blancs Extra Brut Reserve N.V. di Bründlmayer
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