Quel vino molto costoso, vale davvero tutti quei soldi? Questa è inevitabilmente la domanda che chi assaggia vini pregiati si chiede, o si sente chiedere da amici e conoscenti. L’evento Oh, Bordeaux! organizzato da Falstaff il 6 novembre 2025 nella splendida cornice dell’Hotel Imperial nel Ring viennese ha posto nuovamente questa domanda.
Infatti, per qualità dei vini in esposizione, è stata senza dubbio la degustazione pubblica di più alto livello a cui abbia mai partecipato (anche meglio di Mondo Vino 2025). Non capita tutti i giorni di avere etichette come Montrose, La Fleur-Pétrus e La Conseillante tutte nella stessa stanza. E quindi, di fronte a tanta abbondanza, ritorna la domanda:
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I Vini Costosi, Valgono Davvero Tutti Quei Soldi?
In realtà, la domanda corretta è: “Voglio davvero spendere tutti quei soldi per quel vino?”. Ogni enoappassionato ha un budget più o meno definito da dedicare alla propria passione e il punto è sempre come si posizioni una certa bottiglia rispetto alla spesa potenziale. Ad esempio, il Lynch-Bages mi ha davvero emozionato – tuttavia dovessi acquistarne più di un paio di bottiglie andrei a spendere una cifra che bloccherebbe altri acquisti meno onerosi e quindi, pur riconoscendo l’eccezionalità del Lynch-Bages, non ne acquisterò certo una cassetta.
Ed è questo il motivo per cui un evento come Oh, Bordeaux! è molto prezioso nel panorama enologico viennese: perché dà l’opportunità di assaggiare vini – tanti vini – che altrimenti in molti considereremmo troppo costosi per essere avvicinati. Poi chiaro, c’è un po’ di calca, il parapiglia perché qualcuno ha tagliato la fila per il piatto dei formaggi, le grandi bottiglie che finiscono sempre troppo presto – ma rimane l’evidente opportunità di conoscere meglio vini che sono un benchmark assoluto di qualità. Perché questo è evidente: Bordeaux, essendo l’incredibile macchina produttiva ed economica che è, è il capofila della produzione vinicola di qualità ed è quasi (come abbiamo scoperto l’anno scorso) immune a cattive annate.
La potenza di questi grandi vini è apparsa evidente quando ho assaggiato alcuni secondi vini, tra cui il Petit-Figeac: qualità davvero notevole, ma rispetto ai fratelli maggiori sembra di essere caduti dal Paradiso. E quindi non ci interessa se queste grandi bottiglie valgono davvero tutti quei soldi, ci interessa invece capire se vogliamo spendere quelle cifre per quelle bottiglie. E, quando decidiamo di fare l’acquisto, esperienze come Oh, Bordeaux! danno un aiuto inestimabile.

I Vini di Oh, Bordeaux!
Saint-Estèphe (Grand Cru Classé) 2015 – Château Montrose
Un Montrose in piena forma: ricchissimo e compiuto, con un’eleganza senza fine. Il naso è da manuale: kirsch, sandalo, e una nota acida ben inquadrata. In bocca è fresco ma non spigoloso, elegante ma non rarefatto. Finale lunghissimo, un Montrose che mostra tutto il suo charme aristocratico.
Saint-Émilion Grand Cru (Grand Cru Classé) 2022 – Château Jean Faure
Naso gradevolmente pepato, bel dialogo tra Cabernet Franc e Merlot: frutto maturo e rotondo ma sorretto da una vena severa. In bocca fichi e prugne, succoso e ricco ma già con una nota evoluta. Un vino serio, già pronto.
Saint-Émilion Grand Cru 2017 – Clos Saint-Julien
Salino e con corpo medio-pieno, cresce in bocca in modo riflessivo più che stratificato. Per essere un vino della riva destra, sorprende per come evoca sensazioni più che frutta.
Saint-Émilion Grand Cru 2022 – Clos Saint-Julien
Ancora corpo medio-pieno, ma qui il profilo è più mediterraneo: olive nere, garrigue e un ribes nero succoso. Gustoso, stratificato, affascinante. Mai immediato.
Saint-Émilion Grand Cru 2019 – Château Petit Gravet Aîné
Naso originale, unico: frutti rossi e scuri con una punta sapida, anche in bocca. Grande freschezza e vivacità, salino, segue una sua strada.
Saint-Émilion Grand Cru 2021 – Château Petit Gravet Aîné
Speziato e floreale, con tocchi di liquirizia e erbe medicinali. Al palato è sapido e fresco, con spezie e richiami “da farmacia” che fanno da filo conduttore. Sexy in modo composto ma deciso.
Les Hauts de Smith Pessac-Léognan 2018 – Château Smith Haut-Lafitte
Naso ricco: tabacco, cedro, confettura di mora, prugne al cioccolato. In bocca è succoso, potente, dolce. Piacione ma ben costruito.
Pessac-Léognan (Grand Cru Classé) 2022 – Château Smith Haut-Lafitte
Molto muscolare e sapido, ma con freschezza che sostiene l’insieme. Tannini forti che chiedono tempo. Finale lungo, lunghissimo.
Les Hauts de Smith Pessac-Léognan Blanc 2022 – Château Smith Haut-Lafitte
Forse il meno interessante della giornata. Erbaceo e medicinale, con un accenno di scorza di limone e pesca bianca — caratteristiche tipiche dei bianchi bordolesi in cui il Sémillon gioca spesso un ruolo da protagonista. Pulito e acido, ma corto.
Saint-Émilion Grand Cru (Premier Grand Cru Classé) 2018 – Château Belair-Monange –
Affascinante: frutta setosa (prugne) e struttura notevole. Tannini polverosi, esigenti. Frutto e sapore intensi, una bomba di concentrazione.
Pomerol 2021 – Château La Fleur-Pétrus
Vibrante e vitale, naso di corteccia, pepe nero e cuoio. Serissimo e già evoluto. Eleganza sfuggente, difficile da spiegare. Struttura da invecchiamento epico.
Saint-Estèphe (Grand Cru Classé) 2012 – Château Montrose
Un sussurro di classe infinita. Naso di terra e grafite, pura eleganza. Estrazione minima, legno discreto. Tannino morbido, finale persistente e raffinato.
Pauillac (Grand Cru Classé) 2015 – Château Lynch-Bages
Un vino che colpisce con un pugno: iodio, menta, ribes nero. Palato complesso, denso e succoso. Tannini potenti. Un gigante. Chi volesse approfondire le differenze stilistiche tra Pauillac e le altre grandi appellazioni di Bordeaux può trovare un utile punto di riferimento nell’articolo Margaux vs Pauillac, che mette a confronto i caratteri distintivi delle due zone insieme a Pomerol.
Pomerol 2015 – Château La Conseillante
Un vino che si svela poco a poco, come una scoperta continua. Spezie, frutta scura, acidità vivace. Energia in abbondanza, da conservare.
Saint-Émilion 2019 – Petit-Figeac
Un ottimo vino, ma “normale” rispetto agli altri. Frutto semplice, corpo medio cremoso – forse la sua arma migliore. Finale medio. Ricorda che questi giganti sono l’eccezione, non la regola.

Altri eventi di Falstaff degni di nota sono stati il Schaumweinfestival Wien 2025 e il Weißweingala 2025.
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