Il Collio è un’area vitivinicola di grande interesse. Nell’ultima decade, inoltre, anche l’offerta turistica e gastronomica si è molto sviluppata. Oddio, soprattutto la prima: come spesso accade, gli spazi ampi delle campagne hanno offerto a molti operatori, spesso impegnati anche e principalmente nella produzione di vini, l’opportunità di avere tre o quattro camere in splendide posizioni con cui attrarre ospiti interessati ad esperienze “slow”.

Alcuni di questi operatori hanno splendide intenzioni e risultano autentici (come la famiglia Picech), altri hanno sbattuto una piscina in mezzo alle vigne, arredato in maniera contemporanea e anonima qualche camera ed ecco fatta la struttura. A me, questo sviluppo del Collio un po’ dispiace. Tuttavia è il segno dei tempi, contenti loro.

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Dove il Collio fatica ad offrire buone alternative, a mio avviso, è a livello di ristoranti e locali in cui andare a sì a mangiare qualcosa, ma anche assaggiare dei buoni vini. Per me, come consumatore, questa è un po’ un’ossessione: voglio posti in cui andare a scoprire i vini locali al calice, senza dovermi impegnare sulla singola bottiglia, prediligendo l’esplorazione orizzontale della proposta enoica. Operazioni di questo tipo, dal punto di vista commerciale, non sono probabilmente semplici da rendere profittevoli, per questo ve ne segnalo quattro che lo fanno bene.

Enoteca di Cormons

L’Enoteca di Cormons è l’alfa di ogni esplorazione del Collio ed è già stata ospite di questo blog. Quando si arriva sul Collio, qui ci si deve fermare. Molto semplice da raggiungere, è gestita dai soci cormonsesi del Consorzio Collio (tra cui Picech), quindi si focalizza solo su una fetta ben localizzata della produzione locale.

Gli ambienti sono stati recentemente rinnovati. Il risultato è che l’enoteca ha perso parte del suo fascino rustico e leggermente scontroso che la caratterizzava precedentemente, quando sembrava la metamorfosi enologica di un bar di paese. D’altro canto, i lavori di rinnovo sono stati svolti con enorme buon gusto (fatta forse eccezione per la grande tv nella sala principale) e lo stile mantiene parte dello spirito dell’Enoteca. Inoltre ora i tavoli all’esterno si trovano su entrambi i lati dell’edificio, utilizzando quindi anche il bel cortile di Palazzo Locatelli.

La selezione al calice è davvero ampia e, ancora piu eccitante, è l’Enomatic nella sala sul retro, che propone Riserve e vini piu ricercati rispetto a quelli del menu classico. Ho trovato parecchie cose interessanti e l’unico appunto è il sistema farraginoso per cui va acquistata una card prepagata, di cui eventuali giacenze verranno perse, per utilizzare l’Enomatic. I prezzi comunque, per tutti i prodotti in vendita, sono assolutamnete corretti.

Anche il servizio è ottimo: il vino è versato in calici di buona fattura e grissini e acqua fanno parte del pacchetto. Come già detto poi, la presenza di due storiche figure dietro al bancone dà l’opportunità non solo di essere ben guidati nella scelta, qualora se ne avesse bisogno, ma anche di fare qualche chiacchiera interessante sia sui vini che su chi li produce. Anche il resto del personale è molto gentile e preperato. Insomma, da Cormons e la sua Enoteca bisogna passare.

Ottimo per chi: arriva sul Collio.

Vini assaggiati di recente all’Enoteca di Cormons:

Vinoteka Brda

Non so se questa enoteca di Smartno, lato sloveno del confine, sia gestita da chi in passato era dietro al bancone di un’omonima enoteca (di cui ho ottimi ricordi) a Dobrovo. In ogni caso, si tratta di una tappa interessante. Innanzitutto, perché per raggiungerla si devono percorrere alcune delle strade piu scenografiche del Collio.

Inoltre, ciò che spesso manca in Brda (il nome sloveno del Collio) è proprio la proposta al calice. Non qui: Vinoteka Brda è un ottimo punto per conoscere i vini dei produttori sloveni e la gamma è impressionante, andando dagli entry level a bottiglie di medio-alto livello. Si vede che chi cura questa selezione conosce i produttori locali e si è assicurato una lista vini davvero invidiabili, tra cui figurano anche realtà come la cantina Scurek.

I prezzi riflettono quelli delle bottiglie: la Brda è tendenzialmente piu costosa del suo corrispettivo italiano, ma propone anche meno vini di basso livello. Le recensioni che trovate online sono piuttosto impietose circa un altro aspetto: la cortesia del personale. È vero che l’oste che ho incontrato non è stato per nulla gentile, poco collaborativo e decisamente scontroso. Non avesse tutti quei bei vini, sarebbe soltanto un personaggio irritante.

Ho anche il sospetto, avendo vissuto in zona, che il problema siano i clienti di lingua italiana, non sempre amati dagli sloveni. In ogni caso, i calici utilizzati per il servizio sono corretti e il panorama piacevolissimo, inoltre Smartno è una bella cittadina in cui è rilassante fare due passi. Vinoteka Brda è una bella aggiunta al ventaglio di opzioni locali.

Ottimo per chi: vuole conoscere meglio i vini della Brda, facendo anche un bel giro in auto.

Vini assaggiati di recente alla Vinoteka Brda:

E le enoteche finiscono qui. Incredible a dirsi, ma le enoteche “pure” del Collio sono già finite. Quindi cito due ristoranti che offrono molto a noi enoappassionati.

Vino@Modana

Il primo ristorante si trova a Medana, nella Brda. Questo piccolo paesino ha almeno due motivi per essere visitato: le grandi mangiate di carne a Domacija Belica e il vino (accompagnato da pesce) a Vino@Modana. Il cibo in quest’ultimo ristorante è molto buono (grandiose le cozze alla busara), ma è il vino il vero motivo per cui andarci.

È comprensibile: il gestore è il marito della proprietaria dell’azienda Šibav, ma l’offerta – anche al calice – non si ferma alle bottiglie “di famiglia”. Le selezione non è enorme, ma interessante e tanto di cappello ai ristoratori che, oltre al vino e al prezzo, nella lavagnetta inseriscono anche il produttore: chi non lo fa, non è serio riguardo al vino. Il ristorante non è appariscente, ma curato ed è in generale una buona opzione per una pausa tra una cantina e l’altra (fa orario continuato, quindi qualcosa da mettere sotto ai denti lo si trova sempre) in quello che può altrimenti essere un tour troppo alcolico della zona.

Ottimo per chi: vuole fare una pausa dal vino con dell’altro vino, ama il pesce.

Locanda Orologio

L’altro ristorante si trova a Brazzano, vicino a Cormons, sullo stradone che porta a Corno di Rosazzo e Prepotto. Il cibo non mi ha mai particolarmente esaltato, ma il proprietario è un grandissimo appassionato di vino. Vale la pena fermarsi e chiedere se è possibile fare una piccola degustazione: non si rimarrà delusi.

Le bottiglie sono spesso di grandi nomi ed è possibile anche acquistarle d’asporto, quindi sì, si può quasi dire si tratti di un’enoteca. Ho ricordi molto positivi di una degustazione che finì con un Terre Alte di Livio Felluga e tantissimi aneddoti sui personaggi locali. Il ristorante non è in una posizione particolarmente graziosa, ma il cortile interno è sfruttato al massimo. Come detto, un ristorante per enoappassionati.

Ottimo per chi: vuole mangiare bene e bere meglio, anche come degustazione al calice.

Ecco, queste sono le opzioni principali per chi cerca buoni posti per bere vini, anche al calice, sul Collio. E ora il vademecum per chi visita il Collio.

Le 10 Regole per una Visita sul Collio

  1. Attenzione alle enoteche o ristoranti emanazione di un produttore. Certo, i vini magari sono anche buoni (come quelli di Collavini all’Osteria della Ribolla), ma rimangono pur sempre l’espressione di un unica cantina. Un po’ limitante, no?
  2. Ogni tour che si rispetti inizia, finisce o passa per (o tutte e tre le cose) l’Enoteca di Cormons.
  3. Spesso dove si mangia bene non si beve ottimamente (vedi Domacija Belica), e viceversa.
  4. Si possono tranquillamente visitare tre cantine in un giorno solo, ma una pausa in un ristorante o agriturismo locale è d’obbligo onde evitare di finire nel fosso con l’auto.
  5. L’auto è infatti l’unico mezzo che davvero abbia senso per visitare queste colline, il trasporto pubblico non è capillare e la bici o la motoretta non consentono di portarsi a casa cassette di vino (ci ho provato una volta con una Vespa, non consigliabile)
  6. I produttori se non migliori quanto meno piu affascinanti sono quelli che non hanno un vero e proprio sistema di accoglienza fatto di bigliettino per entrare all’anonima degustazione, i produttori piu affascinanti sono quelli che ti invitano in cantina e ti fanno assaggiare i loro vini. Non si paga l’ingresso, ma sarebbe maleducato andarsene senza aver acquistato almeno sei bottiglie.
  7. Quando ci si reca dai produttori di cui sopra, chiamare prima di presentarsi è buona norma,
  8. La stagione migliore per visitare il Collio è la primavera (ci sono i ciliegi in fiore, perfetti per una Sakura alticcia) o la primavera inoltrata quando tutto diventa verde ma non fa ancora troppo caldo.
  9. Il panorama migliore del Collio è sulla strada che va da Smartno a Dobrovo e quella che va da Cormons a Valerisce.
  10. Quando in zona, Gorizia è una tappa affascinante, che offre buoni calici e piatti. Oltre a tanto carattere.

Leggi anche il nostro articolo sulle enoteche di Pordenone.

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