In questo disgraziatissimo blog, funzionano molto meglio gli articoli sulle enoteche che quelli sui vini. Ha senso: ci interessiamo ai vini non per farci dire da altri se sono buoni o cattivi (altrimenti acquisteremmo solo le bottiglie consigliate da Decanter), ma per farci consigliare quali vini sottoporre al nostro gusto. O per farci consigliare da chi farci consigliare, quindi a quali enoteche rivolgerci.
Così, ho pensato di commentare le enoteche in tre posti molto diversi tra loro: Massa Marittima, Suvereto e Bolgheri. Dopotutto, ci piacciono vini diversi (per fortuna), ma spesso li troviamo negli stessi posti.
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Solo i vini migliori,
nessun voto noioso
Enoteche Massa Marittima
Massa Marittima è un piacevole centro con un’aria toscana un po’ malconcia rispetto ad altre mete più turistiche. L’aggettivo “piacevole”, nonostante la splendida cattedrale di San Cerbone, ha più a che fare col fatto che nel raggio di venti chilometri non ci sono altri centri abitati piuttosto che con l’effettiva bellezza della cittadina. Detto questo, Massa Marittima presenta buona parte delle stimmate del centro toscano (torri medievali, piccoli negozi d’alimentari, una generale spensieratezza) e vale la pena fermarsi per un aperitivo.
Enoteca Il Bacchino – Massa Marittima
L’enoteca cittadina per eccellenza è certamente Il Bacchino. Come molti locali simili in Toscana, non presenta solo una vasta scelta di vini in bottiglia e al calice, ma anche un fornitissimo bancone di salumi e formaggi. Il focus, per quanto riguarda i vini, è molto centrato sulla produzione maremmana e questo fa onore al proprietario.
Proprietario che, per quanto affabile, ha modi melliflui che mi hanno messo talvolta in imbarazzo. Le sue raccomandazioni si sono rivelate spesso ottime (come nel caso del Viognier e del Maremma Toscana della Rocca di Montemassi) e altre volte meno interessanti, ma mai completamente fuori obiettivo. E’ stato sicuramente un’ottima guida al primo approccio coi vini locali e mi è parso si sia risentito un po’ quando, avendo appreso qualche punto di riferimento, ho iniziato ad acquistare di testa mia.
In ogni caso, è un’enoteca molto ben fornita, che fa onore alle proposte locali. Si trova in una zona centrale e dispone di tavolini all’aperto, rendendola un’ottima opzione per l’aperitivo. I vini al calice sono mantenuti alla temperatura corretta e serviti nelle giuste modalità. I prezzi dei calici sono forse leggermente più alti della media, ma non scandalosi.
- Vini assaggiati: fare riferimento all’articolo sui vini maremmani.
- Ottimo per chi: vuole conoscere i vini locali, fare aperitivo e avere una vasta scelta sulla bottiglia da bere per cena.
Enoteca La Cantina dei 3 Archi – Massa Marittima
Di fronte a Il Bacchino c’è la Cantina dei 3 Archi. Questa enoteca è la sede staccata del ristorante I Tre Archi. Qui, il proprietario non si vede, ci sono anzi camerieri assunti dal locale che non sembrano conoscere particolarmente il prodotto in vendita, ma sono comunque gentili. Anche in questo caso, il bancone dei salumi e dei formaggi è presente.
Le bottiglie in vendita non sono moltissime, ma la scelta è comunque ampia. Sia per quanto riguarda i calici che per quanto concerne le bottiglie, il focus è più ampio rispetto a quello de Il Bacchino e, nonostante siano presenti delle chicche locali come Podere Ranieri, ci si deve aspettare un’offerta toscana più che maremmana. La proposta al calice è molto chiara e interessante, con le bottiglie ben conservate e il vino servito a temperatura corretta.
Anche qui vale la pena fermarsi per un aperitivo, forse persino meglio che a Il Bacchino. Un po’ perché il calice arriva accompagnato da generosi stuzzichini e un po’ per la già citata cortesia dei camerieri. Non ci siamo andati più di una volta e tanto basta, ma l’impressione è stata positiva.
- Vini assaggiati:
- Rosso di Montalcino
- Produttore: Banfi
- Impressioni: Prugna, chiodi di garofano e petali di rosa. Davvero splendido carattere, con un tannino generoso e a grani a tutta bocca. Bella acidità. Splendida freschezza e speziatura al palato e gran finale di more che dura a lungo. Un signor Rosso di Montalcino.
- Brunello di Montalcino
- Produttore: Verbena
- Impressioni: I terziari ci sono tutti ma forse è corretto aspettarsi di più da un Brunello. Naso di legno, prugne secche, cumino e tabacco dolce. Palato morbido in cui emerge il cumino e tannini soffici e a grani a tutta bocca. Freschezza ma anche corpo molto denso. Finale corto.
- Rosso di Montalcino
- Ottimo per chi: vuole fare aperitivo.
Enoteche Suvereto
Se Massa Marittima, almeno nella sua parte più recente, rappresenta una Toscana un po’ imbruttita, Suvereto, molto più piccola, è l’esatto contrario. Il borgo interno alle mura è graziosissimo e risparmiato dal turismo violento. Apecar parcheggiate nei cortili di fianco a magnolie, un vecchio album di Vasco che esce ad alto volume dalle finestre di una casa, sulla porta dell’Arci Caccia il PD locale ringrazia i suoi 244 elettori, purtroppo lo schieramento avversario ha ricevuto 407 voti, sarà per la prossima volta. Questo tipo di estetica qui.
Enoteca Le Carceri – Suvereto
Suvereto è una DOC e non la sapevo. Ma, se la sede ufficiale del consorzio è in un elegante palazzo trascurato, quella ufficiosa potrebbe benissimo essere l’Enoteca le Carceri. Sia in bottiglia che al calice la proposta è prettamente locale e rappresenta tutti i produttori della DOC.
Gli affari devono andare bene, perché l’enoteca ha aperto anche una validissima panineria sull’altro lato della strada e un cocktail bar temporaneo per l’estate. L’atmosfera è cordiale e il proprietario fa sentire la sua presenza. Grazie anche alla piacevolissima posizione interna al borgo, l’enoteca sembra un punto di ritrovo per i locali: sugli scalini del sagrato della chiesetta vicina tre ragazzi molto simpatici bevevano un Soave di Pieropan. Come dicevo, questo tipo di estetica.
Il buon vivere è rappresentato anche dal bancone degli affettati e dei formaggi. Unico neo, ma bello grosso, è che un calice è arrivato caldo. Quando si servono bicchieri di un certo valore, la temperatura sbagliata non è ammissibile, come detto anche nei miei suggerimenti su come riconoscere una buona enoteca.
- Vini assaggiati:
- Liseo Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero
- Produttore: Petricci e Del Pianta
- Impressioni: Fresco, verbena e basilico al limone. Perlage debole che penalizza il vino, ma bellissima freschezza e buona persistenza.
- Syrah Toscana
- Produttore: Renis
- Impressioni: Rosso rubino quasi nero. Ribes rosso, pepe, mora. Molto deciso nel corpo, che ha una bella densità di frutto e vira fortemente ed elegantemente verso la speziatura. Potente e sensuale tannino vellutato attorno alla bocca e finale quasi piccante, dove il rotundone chiude un vino di grande intensità. Purtroppo, è stato servito troppo caldo.
- L’Isoletta Vermentino
- Produttore: Russo
- Impressioni: Troppa frutta, manca invece l’acidità. Quasi canditi al naso e una zucchero residuo che ricorda purtroppo alcune malvasie greche bevute nelle taverne.
- Eliseo Rosso
- Produttore: Gualdo del Re
- Impressioni: Rosso rubino con sfumature violacee. Elegantissimo, potente amarena, chiodi di garofano, mirtillo. Un tannino a granelli attorno alla bocca e un’acidità potente costruiscono un vino che, dopo l’attacco di marasca, lascia spazio velocemente ai terziari più delicati e speziati, introdotti da questa struttura così robusta ma dinamica. Lungo finale costruito sulla sapidità. Eccezionale.
- Liseo Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero
- Ottimo per chi: vuole conoscere i vini di Suvereto a Suvereto.
Per carità di patria, non parlo dell’enoteca LORE di Campiglia Marittima, chiaro esempio di enoteca indie (fare riferimento alla mia classificazione delle enoteche) in cui il vino sa di piedi. Ma consiglio assolutamente il borgo, la gelateria Il Gelato di Chiara e l’enoteca – che non serve calici – Rogantino.
Enoteche Bolgheri
Suvereto è come un bel giro in barca a vela, Bolgheri è la Costa Crociere: costosa, ma poco personale. Certo, il nome è di grande richiamo e, va ammesso, gli enoturisti non sono tra i più invadenti, ma rimane la spiacevole sensazione di non essere visitatori, ma piuttosto la fonte principale degli introiti cittadini. Anche il famoso viale fiancheggiato da cipressi è a due passi dall’autostrada. Nota di merito al comune per aver mantenuto i prezzi dei parcheggi entro limiti ragionevoli.
Enoteca Sottoporta – Bolgheri
Bolgheri sono due strade e, nella speranza di evitare il grosso del flusso turistico, ci siamo diretti in questa appena defilata enoteca. Non è molto personale (manca il classico bancone di salumi e formaggi), essendoci un investimento dietro più che un proprietario. Ma i camerieri erano tutti molto affabile e, mi è parso, preparati.
L’enoteca, che propone sia calici che bottiglie da asporto, è anche un ristorante, da cui credo provenga il grosso degli introiti. Fuori dagli orari dei pasti però, non è per nulla affollata e sia il cortile che l’interno sono piacevolissimi. Come sempre a Bolgheri, i calici sono locali e vanno da prodotti relativamente umili al Sassicaia a 50€. Un ben di dio.
Anche qui purtroppo un calice è stato servito caldo. Devo imparare a rimandarli indietro, perché fanno torto a me ma anche al produttore, che si vede penalizzato. Le enoteche a Bolgheri sono più costose che altrove, ma il nome è di quelli importanti.
- Vini assaggiati:
- Demetra
- Produttore: /
- Impressioni: Metodo classico di bella freschezza, con note di basilico e limone. Perlage fine e scarso, simile al Moscato e pertanto troppo dolce per i nostri gusti.
- Guidalberto
- Produttore: Tenuta San Guido
- Impressioni: In tanti focalizzati sul fatto che sia il fratello minore del Sassicaia, io ho notato soprattutto la profondità, le viole, l’acidità, le prugne rosse e un carattere importantissimo.
- Bolgheri Superiore
- Produttore: Castello di Bolgheri
- Impressioni: Che eleganza infinita e però che potenza, quanto sole e quanto caldo in questo vino. Succo di lamponi, un’affilatissima amarena e chiodi di garofano. Grande forza anche dei tannini attorno alla bocca. Corpo succoso e fresco. Un finale con la speziatura del legno che mostra precisione e carattere. Eccezionale
- Bolgheri Superiore
- Produttore: Dario di Vaira
- Impressioni: Più sfrontato del precedente, forse anche meno raffinato ma capace di lasciare una grande impressione. Petricor, acetone, coriandolo e funghi. Davvero terroso, con note di sottobosco al palato, e bruciato. Grande concentrazione di frutto, tannini potenti attorno alla bocca e un lungo finale. Eccezionale.
- Demetra
- Ottimo per chi: si trova a Bolgheri e vuole illudersi di non fare il turista, vuole assaggiare grandi calici.
Enoteca Bolgheri Bistrot – Bolgheri
Mi ritrovassi a Bolgheri, probabilmente mi recherei qui. La zona è più centrale e la presenza di turisti evidente, ma la proposta al calice è davvero ampia. Interessante anche l’idea del bancone quadrato, con al centro il cameriere – anche qui nessun segno del proprietario – e le tantissime bottiglie offerte al bicchiere esposte sui lati.
Fornitissimi anche gli scaffali con le bottiglie in vendita. L’arredamento è piuttosto moderno e a me non fa impazzire, ma il locale merita una visita. Neppure qui c’è il bancone di affettati e formaggi.
- Vini assaggiati
- Bolgheri Il Seggio
- Produttore: Poggio Al Tesoro
- Impressioni: Anche qui un vino impegnato e impegnativo. Prugne, terra bruciata, marmellata di more e la profondità delle viole. Corpo grasso, non perfettamente definito ma di grande potenziale grazie ad acidità e struttura. Tannini solidi attorno alla bocca. Per ora, abbastanza chiuso.
- Bolgheri Il Seggio
- Ottimo per chi: si trova a Bolgheri e se ne frega di sembrare un turista, vuole assaggiare grandi calici.
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