Si parta da un presupposto: a San Daniele c’è il celeberrimo prosciutto e questa è una ragione più che sufficiente per andarci. Peraltro, essendo un prodotto che per essere goduto ha bisogno solo di una Berkel, ogni locale lo offre. Che è un po’ come combattere sul ring con i guantoni di ferro: si vince di sicuro.
Ma non di soli affettati vive l’uomo: ci vuole anche il vino. E qui le cose si mettono male per questo altrimenti piacevole borgo friulano. Da un paio d’anni, con mia moglie e mia figlia, andiamo a San Daniele sotto Natale e ogni volta mi dispiaccio dello stato delle enoteche cittadine. Questo non scoraggia le visite e gli assaggi, ma sicuramente li rende meno attraenti. Ecco una panoramica dei due principali locali per enoappassionati a San Daniele, oltre ad una menzione bonus, che è anche la piu interessante.
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La Trappola a San Daniele – Recensione
La Trappola è un’enoteca affermata, che si trova in un vicolo vicino alla piazza. I vini che propone sono correttamente prezzati, ma è una proposta di poco conto: quasi tutte cantine del territorio (evviva!), ma rappresentate solo dai loro vini piu semplici. In quanto a varietà, si trova tutto, dalla bolla ai rossi, passando per i bianchi. I vini presentati in lavagna non cambiano spesso, le cantine sono sempre le solite e pare il menu sia basato sull’usato sicuro, con una breve sortita del Ferrari base sotto le feste.
I vini sono serviti correttamente, nulla di eccezionale, ma le temperature sono giuste e i bicchieri okay. Non viene offerta né acqua né pane col calice, ma è insensato pensare che l’avventore de La Trappola non ordini anche del prosciutto, e pane e grissini arriveranno di conseguenza. Ovviamente non esiste il mezzo calice e il personale non mi è parso simpaticissimo, ma neppure sgradevole.
Il grande pro di questo locale è il suo carattere: è davvero una trappola tesa in una stradina altrimenti poco frequentata. Gli interni sono leggermente seminterrati e danno un’impressione bucaniera. Totalmente in linea con il mio gusto gli arredi in legno scuro. I tavoli all’aperto ci sono tutto l’anno e c’è sempre un’atmosfera di festa.
Insomma, quando a San Daniele, La Trappola può essere una tappa, soprattutto se si acquista in bottiglia e non al calice, perché i frighi hanno vini già piu interessanti. Non ci si aspetti molto, se non il piacere di un luogo affascinante e la sempre preziosa specialità locale. I prezzi sono corretti e questo non può che renderci il locale simpatico.
Vini Assaggiati di Recente a La Trappola
- Venezia Giulia Chardonnay – Lis Neris
Dal naso, ci si potrebbe aspettare di più: mela ammaccata, burro e una elegante sfumatura erbacea. La bocca è acerba. Acidità rettangolare che guida il sorso. Palato con note di mela, ma non sembra pronto per essere bevuto. - Maximum Brut N.V. – Ferrari
Fantastico! Bellissimo colore caramellato e caramello affumicato anche al naso, con mandorle tostate glassate. L’acidità spinge il sorso in avanti e le bollicine sono vivaci e intense. Chiude in modo elegante. Estremamente soddisfacente.
Enoteca Prosciutteria La Corte di Bacco – Recensione
Questa è secondo me la vera delusione tra le enoteche di San Daniele. Si tratta di un locale ottimamente posizionato accanto alla chiesa, di facile accesso e potenzialmente grande fascino. I vini non sono granché, ma soprattutto non sembra che i gestori siano particolarmente interessati a cosa offrono. La lavagna recita nomi di uve (Merlot, Sauvignon, Friulano, ecc.) invece che di bottiglie, una sciatteria che a me irrita. C’è qualche “proposta speciale”, tendenzialmente Borgo San Daniele (azienda che non amo, ma almeno si legge il nome del produttore), ma per il resto sembra ci sia poco amore per i calici.
Non sono in grado di dire quanto spesso cambi l’offerta, non ricordo di aver incontrato spesso gli stessi vini, e questa è una buona cosa. Ci sono bolle, bianchi e rossi e anche qui i vini vengono proposti correttamente, sia a livello di temperatura che di calice. Nuovamente non ci sono pane o crostini o acqua, ma vale quanto detto per La Trappola.
Non ci sono mezzi calici, ma il personale è piacevole e il locale è bello: anche qui arredi in legno e una piccola corte esterna, che guarda alla piazza. C’è però una certa tristezza di fondo, forse per la scarsa affluenza o la disposizione poco accogliente di bancone e tavoli, ma la sensazione è stata di un luogo spento. Evito volentieri questo locale e lo consiglio solo se gli altri sono chiusi.
Vini Assaggiati di Recente a Enoteca Prosciutteria La Corte di Bacco
- Etichetta Nera Merlot Friuli Colli Orientali – Perusini
Ciliegia scura, mora matura e cioccolato puro. Acidità piacevole e buona presa dei tannini, ma qui il successo sta nell’avere bilanciato legno e freschezza. Finale lungo e cioccolatoso, con sfumature di spezie dolci e cuoio. - Collio Friulano – Ronco Blanchis
Benzina, note balsamiche ed erbacee. Inizialmente piacevole anche grazie a un corpo denso, ma poi diventa selvaggio e quasi marcio al palato. Il finale ha un accenno di mandorla. Non l’ho finito. - Blanc de Blancs – Perusini
Croccante. Mela, fumo, selce, pera pura. Perlage potente e fine, che si esprime in un forte primo scoppio. Pulisce e rinfresca la bocca.
Meister Caffè Letterario – Recensione
La miglior enoteca di San Daniele non è un’enoteca. Questo caffè letterario (in cui effettivamente ci sono dei libri) si trova a due minuti a piedi sia da La Trappola che dalla Corte di Bacco (i tre locali formano un triangolo dai lati minuscoli) ed ha un’aria più moderna. La prima volta che ci sono andato, non mi aspettavo nulla o quasi.
Tuttavia i vini proposti, pur essendo pochi, hanno delle punte di qualità non banale. C’è un’offerta base (che comprende anche Colterenzio) accettabile, e qualche colpo estroso che ho trovato molto interessante. Bolle, bianchi e rossi ci sono, pure se non in grande quantità. I vini (non scritti in nessuna lavagna) cambiano relativamente spesso, soprattutto quelli non di fascia piu bassa. Nulla di trascendentale, ma almeno non sono sempre le solite bottiglie.
Anche qui, vini proposti correttamente e meglio se ci si abbina il prosciutto. Il personale è piacevole, non c’è il mezzo calice e l’ambiente ha un tocco moderno che non mi soddisfa, invece che all’interno meglio stare ai tavoli nella piazza. Il locale è anche e soprattutto un bar, immagino abbiano anche un discreto giro di turisti che viene ad assaggiare la specialità locale, ma, avendo i migliori calici di San Daniele, conta non solo come enoteca, ma anche come enoteca in cui fermarsi sicuramente.
Vini Assaggiati di Recente a Meister Caffè Letterario
- Schioppettino – Myò
Delizioso. Note profonde di sottobosco e ribes nero, con solo un accenno di pepe nero e il rovere perfettamente integrato. Il palato è morbido e rotondo, ma mantiene la profondità del naso. I tannini e l’acidità sono domati e il finale mostra il carattere acerbo e indisciplinato delle bacche di ginepro, completando il sorso con finezza e austerità. - Terre del Faet – Rosso
Morbido, rotondo, con mirtilli e lamponi sia al naso che al palato, dove è pieno e avvolgente. Un vino rosso con tutto il carattere del Collio e un finale di carne stagionata che gli dà equilibrio.
Detto questo, non lasciatevi scoraggiare dallo stato delle enoteche cittadine. O anche sì, che l’amaro in bocca arrivi pure, tanto ci penserà il dolcissimo prosciutto di San Daniele ad addolcire il palato.
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