Il mondo del vino è pieno di grandi personalità: se ci pensiamo, è un universo molto individualista. Ha senso: per quanto ci piacciano gli sforzi collettivi, il terroir è antidemocratico, nel senso che o hai le tue vigne in quel luogo specifico con quelle caratteristiche specifiche oppure non le hai. Alla meta insomma, non ci si arriva insieme, ma ognuno con le proprie bottiglie.

C’è anche da dire che spesso il gioco di squadra significa cooperative e le cooperative non godono di ottima fama in questo mondo. Anche qui, la logica è corretta: una cooperativa deve per forza far coesistere diverse esigenze e, avendo la propria leva commerciale nei volumi, per la quantità spesso sacrifica la qualità. Proprio per questi motivi l’operazione messa in piedi da Domäne Wachau è un unicum che impressiona.

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La Cooperativa Domäne Wachau

Wachau è la zona vinicola più importante, bella e affascinante di tutta l’Austria. 1,350 ettari che si snodano ai due lati del Danubio tra Krems e Spitz. Di questi 1,350 ettari, circa un terzo (450) sono gestiti dalla storica cooperativa Domäne Wachau.

Un terzo del totale di una zona pregiatissima. Se la qualità dei vini di Domäne Wachau fosse mediocre, nessuno si stupirebbe, tanto più che i soci sono ben 250 (quindi la media è di circa 2 ettari ciascuno): alcuni sono viticoltori di professione, per altri è un hobby e sono sparpagliati in tutte le zone che costituiscono la Wachau. Insomma, gli ingredienti per un polpettone da cui scaturiscono vini di poco carattere ci sono tutti.

La radicata mentalità cooperativa (l’azienda esiste dagli anni Trenta del Novecento, ma, sotto la tutela della Chiesa, una forma primordiale è attiva dal Settecento) e un’organizzazione molto precisa dà vita a vini di assoluto valore. Personalmente credo che a fare la differenza siano stati tre fattori:

  1. Wachau: terroir così possono produrre grandi vini e questo lo si sa dal Medioevo. Un pedigree del genere deve aver ridotto la pressione verso grandi volumi a scapito della qualità, permettendo standard vinicoli piu alti.
  2. Mentalità: dopo otto anni in questo benedetto Paese posso confermare che gli austriaci sanno fare sistema e sanno fare le cose bene. È uno stereotipo forse, ma da qualche parte gli stereotipi devono pur nascere.
  3. Collegialità: durante la mia visita, l’addetta (bravissima) ha rimarcato piu volte come i viticoltori siano l’oro della cantina e le decisioni su quando vendemmiare e gli altri step importanti della produzione siano prese collegialmente, pur sotto la guida dell’enologo. Probabilmente il fatto che ogni viticoltore si senta ascoltato ha permesso alla cooperativa di mantenere produttori che possiedono terreni anche nelle zone piu pregiate.

Wachau, i Terroir

La Wachau non è una grande regione vitivinicola: solo 20 chilometri separano Krems da Spitz – eppure sarebbe un errore considerarla uniforme. Come mostra la bella mappa proposta sul tavolo dell’area degustazioni, il Danubio fa una curva tra Dürnstein e Weißenkirchen e questa ansa separa la parte nord-orientale (verso cui scorre il fiume) che ha un clima pannonico e più caldo rispetto a quella sud-occidentale, più fredda. Il risultato, come è facile intuire, sono vini più maturi e soggetti alle fatiche del cambiamento climatico a est e freschi e verticali a ovest.

map of wachau at domane wachau

Produttori simbolo della Wachau come Knoll o gli Hirtzberger sono legati ad una delle due aree, invece Domäne Wachau, grazie alle sue dimensioni, vinifica da uve provenienti da tutti i terroir della regione. L’addetta ci tiene anche a raccontare che già 150 ettari della cooperativa sono stati convertiti a biologico, ma l’obiettivo è la certificazione totale e ulteriori passi nella direzione di una viticoltura non violenta. In effetti, si notano nelle vigne i nastri rossi che, attaccati ai pali, hanno la funzione di respingere gli insetti senza provocare loro danno.

La Wachau, chi l’ha visitata lo sa e chi non lo ha fatto dovrebbe farlo, è un territorio di infinita bellezza drammatica. Guidare o pedalare da Krems a Spitz è una gioia non solo per gli appassionati di vino. Attraversando la Donau Straße B 3 si notano le grandi differenze di altitudine ed esposizione dei vigneti, oltre a quanto la manciata di paesi che forma questa denominazione sia schiacciata sulla sponda del Danubio: organizzare conferimento delle uve e normali operazioni richiede un grande sforzo, certificare ettari vitati come biologici ne impone certamente molti altri.

La Visita a Domäne Wachau

Domäne Wachau produce 3 milioni di bottiglie l’anno, inevitabilmente anche il rapporto con il pubblico è orientato verso i grandi numeri. Certo, gli addetti dedicano molto tempo al singolo cliente, ma è naturale che, soprattutto nei fine settimana in cui peraltro Dürnstein funge da centro per tutto il turismo della Wachau, i volumi all’interno del wine shop siano importanti. L’esperienza è regolamentata: ci sono tour organizzati delle cantine sia in tedesco che in inglese e si possono degustare 3 o 6 vini ad un prezzo conveniente (10 euro) che viene scalato dall’acquisto finale qualora avvenga.

domane wachau wine shop

Nonostante la natura della visita così diversa dalle solite chiacchiere con i produttori, non ho avuto la percezione di essere una mucca in sala mungitura, tutt’altro. Anche le spiegazioni dei vini e delle linee aziendali sono state esaustive e mi è sembrato che gli addetti avessero davvero a cuore Domäne Wachau e il modo in cui si presenta. Per chi ama i vini di questo territorio, è una tappa necessaria.

Lo shop è peraltro molto gradevole e luminoso. Certo, non si avranno quelle chiacchiere che ballano al confine tra trattato enologico e pettegolezzo che si hanno con i piccoli produttori che normalmente trovate in queste pagine, ma l’esperienza è sicuramente interessante. In fondo, come mi hanno detto, il 50% circa delle bottiglie di Domäne Wachau vengono vendute all’estero: è normale che l’approccio cerchi di essere il più trasversale possibile.

I Vini di Domäne Wachau

I vini di Domäne Wachau sono di frequente ottimi, talvolta eccezionali, e già questo rende giustificata l’etichetta di “miglior cooperativa del mondo”. In tanti assaggi (da MondoVino a Wine Affairs) ho incontrato vini che ricordo e mi hanno impressionato enormemente: dall’iconoclasta Grüner Veltliner v.d.n al magnifico Riesling Smaragd Ried Achleiten, passando per il perfetto Grüner Veltliner Federspiel Kaiserberg. Ho trovato spesso i vini Federspiel piu convincenti degli Smaragd, nonostante si posizionino su un gradino qualitativo più basso.

Non è difficile capire perché: prendiamo l’esempio della splendida vigna di Kellerberg, da cui tante aziende producono i loro migliori vini. Su 10 ettari, Domäne Wachau ne gestisce 2, che però sono divisi tra una decina di viticoltori. Questo significa che ci sono membri della cooperativa che possiedono solo due o tre file di vigneto, le cui uve andranno poi a convergere nel prodotto finale che avrà il prestigioso marchio di Kellerberg.

Ora, un produttore come ad esempio Knoll, non avrà necessariamente più ettari di vigneto rispetto a Domäne Wachau, ma li avrà probabilmente adiacenti e coltivati in un’unica maniera. Questa coerenza si vede poi in bottiglia, insieme alla mano del produttore. La cooperativa invece deve operare con materia prima non necessariamente coerente e, anche per scelta (i vini di Domäne Wachau tendono a non vedere legno o vederne pochissimo), finisce per produrre Smaragd con meno carattere. Da qui il gap con i nomi piu celebri.

D’altra parte, proprio perché i vigneti di Domäne Wachau sono gestiti con attenzione, la qualità dei vini Federspiel, che per altri produttori è un po’ il second vin bordolese, qui può appoggiarsi su eccellente materia prima. Quindi i Federspiel performano benissimo rispetto ai pari grado di altri produttori, forti di una cura che chi ha molte strutture e materie prime può fornire. In sintesi, acquisto con trepidazione i Federspiel di Domäne Wachau, mentre, escluso il Riesling Achleiten, sono piu titubante verso gli Smaragd.

Ma la domanda “Meglio i vini di Domäne Wachau o quelli dei singoli produttori?” non è quella giusta. Quella giusta è “Come sarebbero i vini dei singoli produttori, se non ci fossero quelli di Domäne Wachau?”. Se la cooperativa, invece che prodotti eccellenti, facesse uscire bottiglie meh, poco espressivi, gli altri produttori sarebbero spinti a migliorarsi? Se la cooperativa, invece di lavorare sul biologico, si accontentasse dello status quo, gli altri produttori avrebbero nel loro radar il tema della viticoltura “verde”? Se Domäne Wachau non esportasse vini pregiati e avesse incastonato la Wachau tra le regioni più rinomate a livello internazionale, gli altri produttori avrebbero gli stessi outlet commerciali che hanno ora?

Questa forse è la bellezza di Domäne Wachau, non tanto il vincere la gara del vino più buono quanto quella, facendo squadra, di alzare costantemente il livello della competizione

Vini Assaggiati a Domäne Wachau

Grüner Veltliner

Grüner Veltliner Federspiel Ried Traunthal 2024

Molto acido, roccia e profondità, ma senza particolari aromi. Acidità sinusoidale, ma troppa pulizia…

Ried Kollmütz Federspiel Grüner Veltliner 2024

Un po’ piu di frutto col nocciolo, che dà spessore ad un vino comunque acido al punto dello sfinimento e molto speziato come da varietale.


Riesling

Riesling Federspiel Ried Trenning 2024

Naso molto aromatico (olive verdi) e floreale. Forse troppo, ma insieme al corpo delicato e però presente crea una buona sinergia. Abbastanza lungo e l’acidità si percepisce come uno scheletro importante e dinamico, ma gradevole e quasi necessario. Lungo.

Riesling Smaragd Singerriedel 2023

Piu ricco, piu denso, con piu frutto troplicale rispetto al precedente. Di sicuro con piu carattere e intensità, concentrato ma comunque rapido e diretto. Medio corpo e finale pulito.

Riesling Smaragd Kellerberg 2023

Il piu elegante e intenso della giornata. Carattere, frutto polposo come il vigneto vuole e tracce di idrocarburi e limone. Medio corpo. Profondo ed eterno. Ottimo.

Riesling Amphora 2022

Per essere un orange, mi aspettavo peggio. Profumi di lavanda, pesce (freschin), cardamomo e miele. Al palato ovviamente polifenolico e con tannini mediamente astringenti, ma per nulla sbilanciato grazie ad un corpo succoso. Cera d’api al sorso e finale sapido, che asciuga la bocca. Non male.

Bottiglie acquistate

Costo: 144 euro

Leggi qui la divisione dei vini in tre categorie (Steinfeder, Federspiel e Smaragd) nella Wachau. Per un altro esempio di ottima cooperativa, leggi Samos Vin Doux Muscat: cosa è e vale la pena?

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