Come già detto, la lentezza con cui Wein & Co sta aggiornando la sua lista vini al calice, mi ha un po’ esasperato – anche se proprio ad inizio luglio nuove proposte sono apparse sul menu e sembra vedersi la luce in fondo al tunnel. Fortunatamente, a Vienna c’è anche un piccolo negozio di vini francesi che generosamente propone degustazioni su base mensile. Si chiama Vinothek La Cave e si trova nel quinto distretto, zona finto-trasandata. Ma con questo aggettivo potremmo descrivere un po’ tutta Vienna.

Nel frattempo, l’enoteca ha chiuso, come riporto qui.

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I vini di La Cave sono francesi, ma non noti. La famiglia che gestisce il negozio punta su sentieri poco battuti e questo sicuramente si nota poi nei prezzi. A calare talvolta è anche la qualità, ma mai in maniera scandalosa. Ovvero, raramente le bottiglie proposte costano troppo rispetto a quanto si porta a casa.

Ho un punto debole per le degustazioni di La Cave. Saggiamente i proprietari le programmano per due giorni di fila, così da evitare la folla che, soprattutto in inverno, comunque si crea all’interno del piano seminterrato in cui si trova il negozio. L’atmosfera è piacevolmente gioviale, anche perché non si deve arrivare ad un orario predefinito, il pater familias rimane tutto il pomeriggio dietro al tavolo su cui si trovano una quindicina di proposte, solitamente dai 10€ ai 50€ a bottiglia. Al tuo arrivo, inizi il giro in autonomia.

I partecipanti dopo un po’ diventano volti noti. In molti sono lì per bere qualche calice con amici, pochi sembrano davvero intenti nell’appuntarsi note e impressioni, qualcuno acquista. Io acquisti a La Cave non ne ho mai fatti. Ma non è un giudizio circa la loro offerta, semplicemente amo comprare direttamente dal produttore. Più che la singola bottiglia mi affascina la proposta delle varie cantine e quindi l’acquisto in enoteca diventa raro. Comunque pago l’accesso alla degustazione – solitamente tra i 20€ e i 30€ – e spero questo sia sufficiente a supportare un negozio che è sicuramente originale e quindi importante nella proposta enologica viennese.

La degustazione del 6 giugno ha riguardato la comparazione tra Terrasses du Larzac e Pic St Loup. L’ho trovata generalmente valida, con due vini che mi hanno davvero affascinato e molti che mi sono piaciuti. Come detto, siamo al confine tra i produttori indie e quelli ignoti, ma naso e palato poco hanno a che fare col numero di recensioni su Vivino.

Terrasses du Larzac / Pic St Loup a confronto

I rosè di Terrasses du Larzac / Pic St Loup

Mescladis Pic-Saint-Loup 2022 | Domaine Clavel – Etereo, verde e agrumato. Divertente e leggermente dolce nel finale.

Lou Maset Rosé 2019 | Domaine d’Aupilhac – Ha senso un rosé così serio? Profondo, con note di pompelmo e burro. Necessita di cibo.

I rosè di Terrasses du Larzac / Pic St Loup

Galabert Pic St Loup Rouge 2022 | Le Cellier du Pic – More, affumicato, fruttato ma con un gusto che sa di antico e tannini eleganti. Davvero piacevole.

Cynarah Pic Saint Loup 2020 | Château de Cazeneuve -Legno di sandalo, carne, verde. Sicuramente leggero e forse sottile, ma serio. Speziato con un bel tannino argilloso intorno alla bocca.

Les Carlines Terrasses du Larzac 2020 | Mas Haut-Buis – Floreale, etereo, speziato. Tannino robusto e sexy. Semplice e divertente.

Cleo 2021 | Mas de Brousses – Menta e gelsomino. Delicato.

L’Optimiste 2022 | Chemin des Reves – Floreale, ma ha profondità e sapore. Denso e multidimensionale.

Bonne Pioche Pic-Saint-Loup 2020 | Domaine Clavel – Succoso e secco insieme, con tannini forti, note di timo e un finale cioccolatoso.

Cuvée Elliot 2020 | Domaine de L’Accent – Così francese! Alghe, muffa, frutti neri, cassis e un retrogusto cioccolatoso. Tannino forte ma elegante. Uno dei due vini che mi sono maggiormente piaciuti e che credo acquisterò. Prezzo basso tra l’altro.

Les Cocalières Rouge 2019 | Domaine d’Aupilhac -Lampone e liquirizia, forse un accenno di tabacco. Pungente.

Le Roc des Mates Pic Saint Loup 2020 | Château de Cazeneuve – Liquirizia, cioccolato, rosmarino, garrigue e gelsomino. Fresco, pulito, ma anche speziato e pepato. Anche questo uno dei due top di giornata. Mi ha fatto piacere notare una certa consistenza nel mio gusto visto che mi ero segnato questa bottiglia già durante un’altra degustazione.

Le Grand Pas Terrasses du Larzac 2021 | Pas de l’Escalette – Liquore di Terrano, succo di melograno, cannella. Sapido e ricorda l’osmiza.

L’Esprit de Font Caude Montpeyroux 2018 | Alain Chabanon – Mirtilli che intossicano, sapido e affumicato al palato. Grande densità di frutto e tannini potenti

Terrasses du Larzac 2008 | Mas Jullien -Pane all’uvetta e cannella. Finale estratto e lungo. Poca roba per i 50€ di listino.

In generale, si è trattata di una buona degustazione. Non essendo un esperto di vini del Linguadoca, mi aspettavo rossi più corposi. Invece molti mi sono parsi quasi eterei e comunque assolutamente validi. Un piacevole inizio di estate, una bella idea per acquisti futuri (Domaine de L’Accent) e un’idea più chiara dei vini delle Terrasses du Larzac e Pic St Loup.

Leggi anche la recensione della degustazione “Chillen & Grillen”, sempre a La Cave.

Aggiornamento autunno 2024: purtroppo La Cave chiuderà a fine anno. Non so se riuscirò a dedicare a questa enoteca storica un altro articolo con l’attenzione che meriterebbe, nel frattempo ultimamente mi sto rivolgendo a Pub Klemo per i miei raid enoici.

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