Dello Champagne ho già parlato e anche delle sue alternative. A mio avviso, per la bolla delle bolle, vale quanto non ricordo chi scriveva su Decanter recentemente riguardo al Bordeaux: dai 50€ in su, si trovano prodotti eccezionali. Ma l’altra faccia della medaglia è che sotto i 50€ non ci si può aspettare granché.
A tutti è capitato lo Champagne da 30€ a bottiglia o meno di 10€ al calice che ha fatto dire: “Mah, mi sa che ho pagato il nome sull’etichetta più che il vino.” È una fascia di prezzo infame, dentro cui raramente si trova la qualità, per questo vale la pena citare prodotti che invece riescono ad unire un costo molto accessibile e un buon livello. Come nel caso dello Champagne di Colette & Gaston.
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Il Produttore Colette & Gaston
La maison Colette & Gaston si trova nel cuore dei Coteaux Sud d’Épernay, precisamente nel villaggio di Monthelon. Fondata nel 1947 come Coopérative de Monthelon-Morangis, l’azienda, che è ancora una cooperativa di cui sono soci i discendenti dei fondatori, possiede vigneti che si sviluppano su terreni ricchi di calcare, argilla e gesso. I principali vitigni coltivati sono Meunier, Pinot Noir e Chardonnay, come Champagne vuole.
Si tratta di un piccolo produttore, di cui è anche difficile recuperare notizie. E in fondo proprio questo è uno degli elementi più affascinanti della Champagne: la grande densità di piccoli produttori da scoprire. Io ho recuperato queste bottiglie nella piccola, ma sempre piacevolissima epicerie Vollgut, nel 14º distretto viennese. Bravi i proprietari ad accaparrarsele.
Lo Champagne Colette & Gaston
La prima bottiglia che ho assaggiato, l’ho bevuta “onta”, per dirla alla veneta, in abbinamento con un buon hamburger di manzo e uno di pesce. Nel calice, il colore giallo dorato anticipava un naso complesso e ricco di sfumature: mela, pietra calda frantumata e fiori bianchi. Il naso aveva complessità e profili, nonostante mantenga una freschezza che non concede nulla alle note di autolisi. Il perlage era perfetto, leggermente ampio ma allo stesso tempo leggero e denso. Al palato, questo Champagne si è rivelato setoso, piuttosto ricco ma teso, con sfumature di gesso che si evolvono in un finale di prugna gialla e scorza d’arancia che asciuga perfettamente la bocca. Mi ha conquistato perché non prende mai la scorciatoia dell’opulenza, ma mantiene un carattere fresco e di acciaio che è quasi sensuale. Ha donato freschezza aromatica al fish burger e si è abbinato alla perfezione agli anelli di cipolla con maionese al tartufo, entrambi sapori complessi, mentre ha un po’ ceduto davanti al burger di manzo. Uno Champagne divertente e ingannevolmente fresco, completo in ogni sua sfaccettatura.
Come spesso capita con i piccoli produttori, l’altra faccia della medaglia è che non tutte le bottiglie hanno lo stesso livello qualitativo. In questo caso, la seconda iterazione è stata meno esaltante, con mio leggero disappunto.
Ho stappato la seconda bottiglia di Champagne “Colette & Gaston” per un compleanno, in abbinamento a una torta. Il colore giallo dorato si accompagnava a un naso piacevole con note di mela, pera, impasto e roccia frantumata. Il naso si è mantenuto molto interessante, mentre il perlage mi ha conquistato meno della volta precedente: le bollicine si sono rivelate sparse e deboli, e al palato ho percepito una nota sciropposa che non apprezzo e che trasmetteva una sensazione di freschezza perduta. Il finale, però, ha recuperato grazie a una sfumatura di pietra bagnata, che ha evocato ricordi di piogge primaverili e si è protratta a lungo, arricchita da una lieve erbaceità che ripuliva la bocca. Meno piacevole della volta precedente, ma comunque valido.
Per uno Champagne che si mantiene attorno ai 30 euro, un livello qualitativo leggermente ondivago non è un problema insormontabile. Nel caso peggiore, si tratterà di una bollicina piacevole. In quello migliore, si berrà un calice complesso, fresco ed estremamente preciso per un prezzo davvero economico.
Altro vino da segnalare è l’After Eight Shiraz di Stellenrust. Ottimi Champagne a Vienna si trovano al Dosage Champagner Bar.
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