I Vini del Burgenland a Vienna

Auf ein Glas Burgenland è una manifestazione di quelle che gli austriaci sanno fare bene, ovvero quelle di autopromozione interna (un altro buon esempio è la Steirische Riedenweinverkostung). Questo evento, svoltosi il 4 marzo 2024, ha visto affluire più di cento produttori di vino dal Burgenland, una regione vinicola austriaca rinomata per la sua produzione di vini di alta qualità al confine con l’Ungheria. Aree più rinomate (Wachau o Kamptal) non si presentano a Vienna e attendono l’arrivo di appassionati ed enoturisti. Le denominazioni (DAC – Districtus Austriae Controllatus) meno conosciute invece, trovano una vetrina prestigiosa per condividere le loro eccellenze proprio nell’Hofburg, il palazzo imperiale viennese.

Ovviamente con un’offerta così ampia bisogna scegliere, così mi sono concentrato su alcuni produttori di cui avevo già sentito parlare e che avevo segnato nella mia lista di “imperdibili”. Il Burgenland è rinomato soprattutto per i suoi rossi, in particolare il Blaufränkisch e lo Zweigelt, ma c’è anche una produzione di bianchi fermi, come lo Chardonnay, e vini dolci. 

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In generale ho avuto un’impressione molto buona del livello proposto, anche se le eccellenze rimangono poche e qualcuno sfrutta il nome della zona per imbottigliare vini di poco conto, ma entriamo nel dettaglio.

Feiler-Artinger 

Feiler-Artinger, produttore di Rust nella regione di Leithaberg, si è rivelato un ottimo alfiere del Burgenland. Il loro Blaufränkisch e Cabernet Franc mi sono parsi entrambi molto solidi. Il Blaufränkisch, rappresentato dal Ried Rust Oberer Wald 2020, aveva note di nocciolo di ciliegia e incenso, sostenute da una nota speziata al palato, mentre il Cabernet Franc 2019 ha evidenziato un bouquet di kirsch e mentolo, con tannini decisi e grande freschezza. Tuttavia, la cuvée Solitaire 2019, sebbene rotonda e fresca con note di violette e melograno, ha impressionato meno. In generale, Feiler-Artinger si è dimostrata un’eccellente cantina, con vini precisi e distintivi, che incarnano l’autentica essenza del terroir del Burgenland.

Gager

Gager, cantina di Deutschkreutz (Mittelburgenland), è stato deludente. Il loro uvaggio Cablot, precedentemente apprezzato, aveva catturato la mia attenzione, nonostante le critiche di Stephen Brook riguardo alla tendenza della cantina a produrre vini eccessivamente estratti e distanti dal territorio. Tuttavia, il loro Blaufränkisch Ried Mitterberg 2021 si è rivelato deludente, con un corpo leggero e un tannino polveroso e potente è parso davvero troppo sbilanciato.

Toni Hartl

Toni Hartl (cantina di Reisenberg, nel Leithaberg), nonostante molto apprezzato dal già citato Stephen Brook, si è rivelato un’esperienza solamente discreta durante la mia visita. Se non fosse stato per il suo furgone ben visibile all’entrata della manifestazione, avrei rischiato di non notarlo. Lo Chardonnay 2021, sebbene presenti un’acidità vivace e un corpo setoso, ha deluso per la mancanza di aromi. Il Pinot Noir Goldberg 2019, invece, ha offerto un’esperienza più soddisfacente, con note di piccoli frutti rossi, cuoio e spezie, accompagnate da un tannino setoso e un finale saporito. La cuvèe ‘Inkognito 2020, sebbene caratterizzata da un bel corpo denso, ha mostrato un finale scarso non all’altezza delle aspettative.

IBY

IBY (Mittelburgenland) è parso un produttore solido ma non particolarmente distintivo. I loro rossi, sebbene ben fatti, sembrano confondersi tra i tanti vini presenti. È probabile che queste bottiglie siano più adatte a essere apprezzate a tavola, dove non devono competere per l’attenzione di chi beve. Il Big Blend Cuvée 2021, caratterizzato da note di peperone e pepe, offre una freschezza apprezzabile. Il Chevalier Blaufränkisch 2021 si distingue per la sua concentrazione e complessità, con note di incenso, erbe essiccate e un tannino potente che conferisce al vino un corpo intenso e un finale speziato. Il Merlot Reserve 2021, che presenta caratteristiche come legno e speziatura, sembra mancare di originalità, risultando standardizzato.

Iby Lehrner

Stand visitato a causa della confusione con l’altro IBY di cui sopra. La Cuvée Prelude 2019 rivela un bouquet di tabacco, pepe e peperone, conferendo al palato una nota croccante e vivace. La bocca è avvolta da un’eccitante speziatura che persiste fino al finale. I piaceri dell’omonimia (anche in questo caso cantina del Mittelburgenland).

Jalits

La cantina Jalits, della parte meridionale del Burgenland, ha avuto dalla sua il Blaufränkisch Diabas 2019 (poi riassaggiato al VieVinum 2024) che è stato sicuramente uno dei migliori tre vini della giornata. Anche il qualità-prezzo è molto interessante: intorno ai 30€ a bottiglia. Il Diabas 2019 si distingue per le sue intense note di pepe, fumo, cioccolato e ribes nero, che persistono anche in bocca, regalando una struttura e un corpo straordinari. Il finale speziato e di fumo è molto lungo, mentre il tannino polveroso conferisce una piacevole sensazione sulla lingua e sulle gengive.

Il resto della gamma proposta da Jalits si colloca su un livello medio-alto di qualità. Il Weissburgunder Kalk-Und Schiefer 2022 offre una piacevole combinazione di pietra bagnata, pepe bianco e pesca bianca, con un bel corpo sostenuto da un legno ben considerato. Il Blaufränkisch Eisenberg Reserve Ried Fasching 2021 presenta note di stalla, legno, ribes nero e fumo, con una buona tensione e un tannino setoso ma deciso. Infine, la Cuvée Kontur 2019, con il suo profilo aromatico di pepe, stalla, erbe e legno, si distingue per la sua potenza e il tannino granuloso. 

K+K Kirnbauer

La cantina K+K Kirnbauer di Deutschkreutz è stata la migliore tra quelle incontrate e il suo Cabernet Franc Das Konquest uno dei tre migliori vini. È sempre una piacevole sorpresa quando i vini della linea base, come il 7301 Blaufränkisch 2021, sono eccellenti e offrono un rapporto qualità-prezzo eccezionale (circa 10€ a bottiglia). Questo vino si distingue per le sue note di incenso, stalla e erbe, con una freschezza che lo rende irresistibile.

Lo Zweigelt Girmer Reserve 2021, con le sue note di kirsch, legno, prugnolo e stalla, offre una densità e un tannino deciso che ne fanno una scelta solida. Il Blaufränkisch Gold Reserve 2021 si presenta come un esempio perfetto di Blaufränkisch, con note di pepe, incenso e frutti a bacca piccola, un corpo rotondo e un finale speziato che lascia un’impressione duratura.

Il Das Phantom 2021, con note di ciliegia, mirtillo e legno, si distingue per la sua freschezza, anche se conserva un carattere tannico e speziato. Infine, il Cabernet Franc Das Konquest 2020 ha un profilo aromatico balsamico, con note di pepe verde e rovo. Questo vino offre un ottimo corpo e una chiusura persistente, con tannini estremi che lasciano una sensazione polverosa sulle gengive e sulle labbra interne. Wow.

Kopfensteiner

La cantina Kopfensteiner, situata nel Südburgenland, ha presentato una selezione di vini che si colloca nella fascia medio-alta, con uno dei loro vini, la Cuvée Border 2021, nella top 3 della giornata. Questa cuvée, composta per il 60% da Blaufränkisch, il 30% da Merlot e il 10% da Cabernet Sauvignon, si distingue per il suo profilo vegetale e i toni di mirtillo. Offre un bel corpo fresco e al palato risulta vanigliata, con un tannino avvincente e potente, che lascia una sensazione gessosa sulle labbra interne e un finale che persiste piacevolmente.

Il Saybritz Weiss 2022 presenta note di mela, miele e fiori, ma risulta leggermente muto nonostante la densità. Il Blaufränkisch  Deutsch Schützen Eisenberg Reserve 2019 è fresco e fruttato, ma manca di intensità. Il Ried Szapary Eisenberg Reserve Blaufränkisch 2021 si distingue per la sua potenza, con note di frutti di bosco e peperone. Infine, il Merlot 2019 offre aromi di legno, ciliegia e mirtillo, presentandosi come un vino pieno ma prevedibile. 

Weingut Helmut Lang

La cantina Weingut Helmut Lang di Neusiedlersee è rinomata per i suoi vini dolci, e le aspettative erano alte. C’era però anche un bianco secco: il Ried Neufeld Goldmuskateller 2022, con le sue note di sorbetto al limone e buccia d’arancia, offre una bevuta scorrevole e un finale fresco.

Passando ai dolcl, il Goldmuskateller Eiswein 2019 ha mostrato note di buccia d’arancia, sorbetto e una delicata sfumatura di nocciola. La sua consistenza densa e untuosa è accompagnata da un’ottima acidità che arriva in ritardo, dopo il sorso, garantendo un’esperienza di bevuta davvero piacevole.Ottimo il rapporto qualità-prezzo: circa 20€. In tutta onestà però, dopo così tanti rossi ho il sospetto che anche un vino dolce mediocre avrebbe catturato la mia attenzione.

Prieler

La cantina Prieler di Schützen, nel cuore del Leithaberg, ha un focus particolare sui bianchi. Il Pinot Blanc Alte Reben 2021, pur essendo denso con un bel corpo, si è rivelato piuttosto chiuso al naso, offrendo solo accenni di melone verde e presentando l’acidità classica della varietà che sparisce rapidamente dalla lingua. Raro caso di vecchie vigne meno interessante della controparte “giovane”.

Un assaggio successivo alla Falstaff Weißweingala 2025 mi ha poi fatto ricredere.

Anche il Ried Haidsatz Pinot Blanc 2021 è risultato piuttosto muto al naso, con una presenza predominante del legno. Tuttavia, il suo corpo cremoso e il finale saporito con note di buccia di clementina hanno reso questa esperienza più soddisfacente. Certo, i bianchi del Burgenland sembrano davvero poco estroversi, meglio l’ Handwerk Weißburgunder di Stagård.

Invece, il Goldberg Blaufränkisch 2020 ha brillato per la sua modernità e dinamismo, mostrando una chiara espressione del terroir. Le note di incenso, fumo e uvetta si sono fuse armoniosamente con un corpo agilissimo e un tannino avvincente e polveroso sulle gengive. Il finale, una spremuta di liquirizia dolce, è risultato super lungo e animato. Un Blaufränkisch lontano dalle eccessive cannonate di legno che talvolta dominano altri vini della regione: finalmente il terroir.

Maria Reumann

La cantina Maria Reumann di Deutschkreutz si è distinta con la sua cuvèe Phoenix 2021, un vino che ha attirato la mia attenzione per la sua complessità e la sua profondità. Con note di prugna surmatura, legno e fumo, questo vino offre un bouquet aromatico ricco e coinvolgente. Il tannino, vigoroso e quasi sabbioso, sostiene il corpo del vino in modo potente, creando un’esperienza sensoriale avvincente. Il finale saporito completa l’esperienza. Tra questa cantina e K+K Kirnbauer, Deutschkreutz si è ben meritata una visita.

Scheiblhofer

La cantina Scheiblhofer del Neusiedlersee è un’entità molto commerciale, con etichette ben riconoscibili per chiunque frequenti i supermercati austriaci. Tuttavia, nonostante o a causa del loro approccio californiano, i loro vini hanno deluso le mie aspettative. Possono avere successo sul mercato di massa, ma non riescono a tenere il passo con produttori più attenti che pongono maggiore enfasi sulla qualità e l’autenticità come tanti di quelli testati alla manifestazione.

Il Big John Cuvée Selection 2022 e il The Legends 2022 presentano un profilo simile, caratterizzato da una predominanza di frutto e una presenza evidente di tannino. Sebbene possano attrarre chi cerca vini robusti, mancano di complessità e raffinatezza.

Lo Zweigelt Prädium 2022 si distingue leggermente dagli altri due, offrendo note di fragola che si mescolano a un caldo sentore di legno, tipico del marchio. Tuttavia, la presenza di una nota pepata e speziata conferisce un certo interesse, anche se il tannino forte può risultare eccessivo.

Concludendo

Parlando di rossi speziati, leggi anche le nostre impressioni sullo Schioppettino 2022 di Marco Sara.

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